Mar 17 Dic 2013 - 3516 visite
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Lara Comi invoca l’immunità per le offese a Soffritti

In sede penale la richiesta non è stata accolta. Ora ci prova in sede civile

laura-comi-420x264Lara Comi invoca l’immunità parlamentare per difendersi dalle cause di Roberto Soffritti. L’eurodeputata di Forza Italia, ospite lo scorso 24 gennaio della trasmissione di Santoro, “Servizio Pubblico”, durante il faccia a faccia pre-elezioni con Antonio Ingroia, tirò fuori dal cilindro il nome di Roberto Soffritti, candidato alle politiche per Rivoluzione civile. La Comi definì l’ex sindaco di Ferrara “persona poco limpida”, “con un background di tipo mafioso”, “che ha fatto fallire la Coopcostruttori”, “imputato per questi fatti” (non era nemmeno indagato, ndr) e “condannato”.

Il “Duca rosso” non ci pensò due volte a querelarla per diffamazione e ad agire in sede civile per un corposo risarcimento danni da 750mila euro. A livello penale il sostituto procuratore Nicola Proto ha già depositato il decreto di citazione diretta a giudizio. La Comi aveva fatto opposizione invocando invano l’immunità parlamentare. In quel frangente l’avvocato di Soffritti, Alberto Bova, nella sua memoria, sosteneva che l’intervento televisivo della Comi non potesse rientrare nel “diritto di critica politica”, in quanto le espressioni usate consistono in un “attacco personale lesivo della dignità morale e intellettuale dell’avversario”. A questo si aggiunge l’attribuzione a Soffritti di “fatti determinati totalmente privi di veridicità”. Per lei l’udienza è fissata presso il tribunale di Ferrara per il prossimo 24 aprile.

Secondo Bova inoltre, sebbene la Comi sia eurodeputata, non può giovarsi di questo schermo in quanto l’immunità parlamentare copre i comportamenti tenuti anche fuori dall’aula purché vi sia un legame temporale tra attività parlamentare e attività esterna e una sostanziale corrispondenza di significato tra opinioni espresse nell’esercizio di funzioni parlamentari e dichiarazioni esterne. E nel caso di specie, “Non risulta che le dichiarazioni della Comi replichino a prese di posizione o dichiarazioni ufficiali già effettuate dalla stessa, così da assumere una portata “divulgativa””.

Ora la Comi ci riprova in sede civile, presentando istanza di sospensione del processo in virtù dell’immunità parlamentare. La Comi ha già chiesto al Parlamento Europeo “che venga difesa la sua immunità e che venga applicata la sospensione del procedimento”. Gli avvocati Pietro Porciani del foro di Milano e Piero Giubelli di Ferrara rilevano nella comparsa che “i membri del Parlamento europeo beneficiano sul territorio nazionale delle immunità riconosciute al membri del loro Stato e non possono essere oggetto di procedimenti giudiziari”.

La prima udienza è fissata per il prossimo 23 gennaio.

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