Economia e Lavoro
30 Novembre 2013
Zanirato (Uil): "I nodi vengono al pettine, ci hanno provato e ora a pagare saranno i cittadini"

Imu, i furbetti dell’aliquota

di Daniele Oppo | 2 min

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soldi denaroC’è chi ha provato a fare il furbo e, alla fine, la mossa potrebbe pesare sulle spalle dei cittadini. In Italia 873 comuni hanno aumentato le aliquote Imu sulla prima casa dopo che era stata paventata l’idea che le entrate mancati conseguenti all’abolizione della seconda rata sarebbero state integralmente rifondate con i soldi dello Stato, portando così in cassa i soldi aggiuntivi. Ma qualcosa è andato storto: nell’ultima versione della legge di stabilità è previsto che lo Stato restituisca solo l’aliquota base e il 50% degli aumenti stabiliti, il resto se lo dovranno accollare i proprietari.

Tra quegli 873 Comuni, oltre ai grandi capoluoghi, si trovano anche tre municipalità della provincia di Ferrara. Si tratta di Argenta, Jolanda di Savoia e Portomaggiore. In particolare, l’aliquota applicata da Argenta è passata dal 4 per mille (quella base) al 4,9, quella di Jolanda di Savoia da 4 a 5, Portomaggiore da 4 a 4,8.

Sono dati ricavabili da uno studio effettuato a  livello nazionale della Uil su tutti gli 8mila comuni italiani, condotto analizzando le delibere fin qui adottate in merito alle aliquote Imu e pubblicate sul sito del ministero dell’economia e delle finanze o in quelli dei Comuni. “L’aumento lo avevano fatto nel momento in cui si stava paventando di rifondare i Comuni per l’abolizione della seconda rata Imu – spiega Massimo Zanirato, segretario provinciale della Uil -, così avrebbero preso i soldi in più. Adesso invece pare che solo il 50% di tali aumenti sarà coperto dallo Stato. Alla fine i nodi vengono al pettine – commenta amaro – questi comuni hanno provato a fare i furbi e invece, se le cose non dovessero cambiare da qui al 9 dicembre (termine ultimo per stabilire le aliquote 2013), a pagare, ancora una volta, saranno i cittadini”.

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