Ven 8 Nov 2013 - 1654 visite
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La “settimana corta” a scuola fa risparmiare 120mila euro l’anno

Interviene la presidente della Provincia dopo le critiche sui 5 giorni

adminLa “settimana corta” a scuola permetterà di risparmiare 120mila euro l’anno. È quanto ipotizza la Provincia di Ferrara che, dopo la raffica di critiche alla proposta dei cinque giorni annunciata da Estense.com, interviene nell’argomento parlando in primis di costi: il sabato chiuso per le classi prime dei tre licei cittadini (Ariosto, Roiti e Carducci) permetterà di ridurre del 10% le spese complessive, che ammontano a 1,2 milioni di euro l’anno. E questo “senza ridurre – precisa la presidente Marcella Zappaterra – le attività e rispettando le esigenze di ogni istituto”.

La proposta venne avanzata già alcuni mesi fa, come fa sapere la presidente, da un gruppo di lavoro con i dirigenti scolastici “volto a promuovere una valutazione condivisa su criteri di razionalizzazione delle spese per il funzionamento delle scuole”. In quella sede venne proposto anche il tema della revisione dell’orario scolastico su scala settimanale. “E’ emerso – riporta oggi la Zappaterra – come diverse scuole abbiano già in atto esperienze parziali in tal senso (è il caso del liceo scientifico Roiti indirizzo sportivo, ndr) e come altre stessero già valutando questa ipotesi a prescindere da input esterni, magari solo per i bienni iniziali (Vergani e liceo classico)”.

Alcuni istituti professionali – le scuole con il quadro orario più pesante –  a seconda degli indirizzi di studio hanno espresso importanti riserve sull’ipotesi, altri l’hanno considerata congeniale al percorso formativo.

“E’ stato un confronto sereno, rispettoso delle competenze di ciascuno – assicura la Zappaterra -. Tocca infatti alle scuole deliberare in proposito, e non certo alla Provincia. Certo per noi è importante mantenere un attento monitoraggio su come evolve il quadro, perché le decisioni degli istituti in tal senso potranno avere ricadute di carattere più generale sui servizi collettivi, per esempio il trasporto pubblico”.

E l’eventuale risparmio nelle spese di riscaldamento “potrà essere l’occasione per accrescere gli investimenti sugli edifici scolastici”. Per la fine del mese è previsto un incontro con i capi di istituto anche per discutere di questo aspetto. A questo ai aggiunge un altro elemento: l’eliminazione di eventuali sprechi sulle utenze. “Abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici – aggiunge la presidente – di verificare l’ipotesi di una diversa rimodulazione delle aperture pomeridiane e serali che non andasse ad intaccare le attività didattiche o ricreative, ma evitasse di riscaldare intere scuole vuote. Credo sia dovere non solo delle pubbliche amministrazioni, ma di tutti utilizzare al meglio le risorse e anche su questo la collaborazione dei dirigenti scolastici è stata massima”.

Dopo la Zappaterra interviene anche il dirigente scolastico del liceo scientifico Donato Selleri, che invece riconduce l’origine della proposta alla conferenza provinciale. L’applicabilità delle misure di contenimento della spesa venne poi discussa da una commissione paritetica di amministratoti e dirigenti scolastici: tra queste l’apertura pomeridiana e la valutazione della chiusura del sabato. “Sulla prima – rivela Selleri -si è convenuto di mantenere la situazione attuale compensando con lo spegnimento anticipato di 30 minuti del riscaldamento (dalle 18.30 alle 18)”. Per la seconda si è convenuto che i tre licei cittadini valutassero la possibilità esclusivamente per il biennio (orario 27 ore), visto che una eventuale riorganizzazione non avrebbe comportato rientri pomeridiani (con tutti i problemi di mensa e trasporto conseguenti) ma il prolungamento dell’orario di due giornate di un’ora (da 5 a 6)”.

Le tre scuole interessate hanno quindi operato una valutazione congiunta sulla fattibilità della proposta, “escludendo ogni considerazione di carattere economico bensì valutando l’impatto sull’organizzazione, sulla didattica e sulle eventuali ricadute”. Interpellato ‘a caldo’ da Estense.com, Selleri non aveva escluso invece la bontà dell’operazione dal punto di vista economico.

A ogni modo, per quanto riguarda il “Roiti”, “già 15 classi su 55, e non solo l’indirizzo sportivo, hanno un orario strutturato su 5 giorni; lo scorso anno (in tempi non sospetti) la richiesta era già stata posta al consiglio di istituto, incontrando il favore dei rappresentanti degli studenti e di diversi genitori; la sperimentazione introdotta lo scorso anno in due prime di ordinamento sta dando buoni risultati, tanto che si stava già valutando la possibilità di estenderla alle rimanenti classi prime per il futuro anno scolastico”.

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