Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Nell’ottobre del 2012 una maxi indagine dei carabinieri dei Nas di Bologna portò a scoprire in 28 province in mezza Italia un perverso rapporto tra prescrizioni di medicinali e favori da parte di case farmaceutiche. La procura di Busto Arsizio, in provincia di Varese, iscrisse nel registro degli indagati 80 persone, tra cui 67 medici, accusati a vario titolo di prescrivere ormoni della crescita a bambini in cambio di regalie come viaggi all’estero o cospicue elargizioni di denaro.
Era l’indagine “Do ut des”, uno scambio di ‘favori’ che vedeva protagonisti informatori scientifici e specialisti. Un dare per avere che partiva dal consumo di farmaci biosimilari in cambio di benefici come viaggi all’estero, dispositivi tecnologici come gli iPad e anche in alcuni casi somme di denaro. Il tutto quantificato in circa 500mila euro ‘donati’ ai medici in cambio di migliaia di prescrizioni (vai all’articolo).
Il tutto veniva giustificato attraverso una falsa documentazione che attestava la dazione di danaro per attività di consulenza o di studio, di contributi a congressi o come viaggi per partecipazioni a meeting internazionali.
Nel calderone dell’inchiesta – che ora vede indagate 48 persone (12 informatori scientifici e 36 camici bianchi) – sono finiti in maniera marginale anche due medici ferraresi, Ettore Degli Uberti, 67 anni, direttore dell’unità operativa di Endocrinologia, e Maria Rosaria Ambrosio, 53 anni, dirigente medico dello stesso servizio, nei cui ambulatori all’interno del Sant’Anna di Cona i Nas eseguirono anche delle perquisizioni.
I due specialisti – ai quali nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di conclusione indagini – sono accusati di corruzione e di comparaggio (favori economici in cambio di cambio della prescrizione di determinati farmaci, ipotesi disciplinata dall’art. 170 della legge 1265 del ’34). A loro, in concorso, la procura lombarda contesta di aver somministrato il farmaco omnitrope (un ormone della crescita) prodotto dalla Sandoz con un incremento sensibile nel periodo di tempo in esame.
E questo, secondo il pm Mirko Monti che ha firmato gli avvisi di conclusione indagini, in cambio di determinati favori. Alla dottoressa Ambrosio venne pagato il pernottamento in un lussuoso hotel di Milano nel novembre del 2009 in occasione di un convegno scientifico. Al reparto di Endocrinologia diretto da Degli Uberti arrivò invece una donazione di 10mila euro da parte della Sandoz.
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