Mar 7 Mag 2013 - 1549 visite
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Metodo Zamboni, processo per diffamazione per le critiche a Salvi

Rinviato a giudizio Comi, presidente della Società di neurologia, per le parole a Report

Il prof. Paolo Zamboni

Il prof. Paolo Zamboni

Dovrà rispondere davanti al giudice delle parole rilasciate nel corso di un’intervista televisiva avente per oggetto il metodo Zamboni. Imputato sarà il prof. Giancarlo Comi, del San Raffaele di Milano e presidente della Società italiana neurologia che, alla trasmissione Report di Rai3, screditò la cura del professore dell’Università di Ferrara affermando che “non c’è nessun risultato scientifico evidente su questa procedura. Proprio non c’è. Chi decide di partecipare a questa sperimentazione ovviamente lo fa assumendosene tutte le responsabilità perché non é l’indicazione che è stata data in base all’evidence based medicine”. Il giudizio più pesante però Comi lo rivolse nei confronti di Fabrizio Salvi, chirurgo del Bellaria di Bologna che sta sperimentando oltre 700 pazienti nell’ambito di un finanziamento regionale di 2,7 milioni il metodo scoperto da Paolo Zamboni per la cura della sclerosi multipla. A proposito del collega Comi affermò che “Salvi non è un neurologo, è un pervertito a quest’idea, che non è neurologo. Cioè Salvi è un brav fiò, “that’s all” scientificamente inesistente”.

Salvi, specializzato proprio in neurologia, lo denunciò per diffamazione aggravata e il Claudio Santangelo di Bologna ne ha chiesto il rinvio a giudizio. La querelle si innesta sull’eterna polemica da parte dei neurologi, o parte di essi, contro il metodo Zamboni, che supererebbe le teorie secondo le quali la sclerosi multipla, volgarmente parlando, avrebbe un’origine meccanica e non neurologica.

Il gip ha accolto la richiesta della procura e ha rinviato a giudizio Comi. Sempre in riferimento a quei giudizi trancianti, il presidente della Sin – su richiesta di Salvi – è stato escluso dalla commissione ministeriale per l’abilitazione alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia. “Il neurologo bolognese – spiega l’agenzia Dire – è candidato e ha ritenuto che avere il suo ‘avversario’ nella commissione l’avrebbe ostacolato. Dicendo davanti alle telecamere che Salvi e’ “scientificamente inesistente” ha “anticipato il giudizio”, come si legge nell’istanza di ricusazione presentata per Salvi dall’avvocato Enrico Vallania, accolta dal direttore generale del ministero dell’Istruzione Daniele Livon”.

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