Cento
30 Maggio 2012
A processo centese per percosse e minacce, anche quando lei era incinta

La conquista e la porta in Italia per maltrattarla

di Marco Zavagli | 2 min

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Cento. Si conobbero a Cuba. Era l’anno 1996. Lui era l’italiano in vacanza. Lei la bellezza esotica da conquistare. Si frequentarono per tre anni. Poi, nel ’99, decise di portarla con sé in Italia, nel Centese, dove viveva. Qui la prima difficoltà è l’abitazione. Lui vive da solo e decide di sistemarla dalla madre, al piano di sopra, in un appartamento separato.

I guai iniziano quando lei rimane incinta. Il suo uomo cambia, non lo riconosce più. Iniziano le violenze, verbali e fisiche, per il più futile motivo: calci, sberle, umiliazioni plateali in pubblcio. Due testimoni confermeranno successivamente di aver visto le ecchimosi. Solo dieci anni dopo però decide di sporgere denuncia. Siamo nel marzo 2009. Una seconda denuncia viene verbalizzata nel maggio 2009. “Avevo paura, mi ero iscritta all’università, volevo studiare per portare i miei figli fuori da questa vita – racconta al giudice Silvia Giorgi, rispondendo alle domande del pm Stefania Borro -, non sapevo come fare altrimenti: ero da sola, non avevo parenti e non conoscevo nessuno”.

Nel racconto di un altro episodio scende il gelo nell’Aula E del tribunale di Ferrara: quando era incinta di cinque mesi del primo figlio “mi aveva chiesto di fare una copia della chiave di casa, mi dimenticai e lui mi ha minacciò con un coltello. Diceva che se provavo ad andarmene via saremmo finiti sulla cronaca nera”. Poi l’umiliazione di sentire i figli ripetere ormai a memoria le offese che il padre le pronunciava contro. Fino a quando un’amica non la prende praticamente di forza e la porta in caserma dai carabinieri.

Ora il compagno è imputato di maltrattamenti in famiglia. La sentenza arriverà prima dell’estate.

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