Comacchio
18 Maggio 2012
Cinque anni di abusi. La denuncia dalla moglie solo anni dopo

A processo per violenza sessuale sulla figlia

di Marco Zavagli | 2 min

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Comacchio. Un uomo di 53 anni è a processo con l’accusa di violenza sessuale e corruzione di minori nei confronti della figlia che, all’epoca dei fatti denunciati, aveva dagli 8 ai 13 anni. Per cinque anni, infatti, secondo la querela presentata dalla madre soltanto anni dopo, quando si stava separando dal marito, il padre avrebbe rivolto attenzioni particolari alla bimba (“non rapporti completi, si parla di carezze”, specifica l’avvocato difensore Alberto Padovani, del foro di Bologna).

Attenzioni che arrivavano, secondo l’accusa, anche all’auto-compiacimento. Da qui deriverebbe l’ulteriore imputazione di corruzione di minorenne.

La vicenda venne a galla nel gennaio del 2010, quando la figlia, oggi maggiorenne, racconta alla madre di quegli episodi passati. La donna si reca immediatamente alla questura di Ravenna per denunciare il coniuge e la minore viene sentita dalla polizia. Ma la vicenda non finisce qui. Poche settimane dopo la donna presenta una seconda querela per violazione degli obblighi di assistenza famigliare. Il relativo procedimento è tuttora in corso.

La ragazzina è stata sentita in incidente probatorio nel febbraio del 2011, presso il tribunale di Ferrara. In quell’occasione vengono sentiti anche il consulente del tribunale, la psicologa Valeria Donati, e quello della difesa, il professor Lino Rossi. Il 28 gennaio di quest’anno, al termine dell’udienza preliminare, l’uomo viene rinviato a giudizio e ieri, davanti ai giudici Marini, Giorgi e Attinà, si è tenuta la prima udienza filtro. Sono state ammesse la lista testi, che comprende, oltre a quella dei consulenti, anche l’audizione di parenti e amici della famiglia.

La difesa sottolinea la quasi contestualità delle due denunce subite dal marito e la tardività delle stesse, “avvenute solo anni dopo la separazione”. “Le querele giungono come un fulmine a ciel sereno – rileva l’avvocato Padovani -, proprio contestualmente alla separazione. Non vorremmo che si trattasse di qualche suggestione alle quali la figlia potrebbe essere stata soggetta, visto che anche il suo comportamento scolastico e famigliare in quegli anni non diede segni di anomalie”.

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