Portomaggiore
20 Gennaio 2012
In tribunale il racconto dei soccorsi dopo il ferimento di via Linaroli

“Sembrava un animale ferito”

di Marco Zavagli | 2 min

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Portomaggiore. “Era tutto rannicchiato su se stesso, tremava, non riusciva nemmeno a parlare. All’inizio credevamo che fosse un animale ferito”. È il racconto del maresciallo Mario Martorello, che davanti al giudice ricorda quei momenti drammatici della notte tra il 14 e il 15 giugno, quando Marian Popescu, 30enne romeno (costituito parte civile attraverso l’avvocato Giampaolo Remondi), rimase ferito da un proiettile di fucile sparato dalla finestra di casa da Daniele Bianchetti, 57 anni (difeso dall’avvocato Fabio Anselmo).

Bianchetti è imputato per tentato omicidio per quel colpo che, secondo la procura, poteva uccidere quell’intruso che aveva visto aggirarsi nella sua proprietà, in via Linaroli, appena fuori del paese di Portomaggiore. Il proiettile trapassò la mano e l’addome, ferendo in modo grave il 30enne che venne soccorso, intorno alle 4 di notte, dall’ambulanza che lo portò urgentemente al S.Anna di Ferrara dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ancora oggi Popescu risente di quella ferita e si deve sottoporre alle cure del Centro di chirurgia della mano di Modena per evitare l’amputazione di una falange.

Il tribunale collegiale (presidente Marini con a latere Giorgi e Attinà) ha sentito anche la vicina di Bianchetti, alla cui porta Popescu suonò più volte per chiedere aiuto. La donna, impaurita, chiamò il figlio che a sua volta avvertì i carabinieri.

È stata quindi la volta dei medici che operarono Popescu: si trattò – hanno confermato in aula – di un intervento salvavita per riuscire a estrarre il proiettile conficcato in un punto vitale dell’addome.

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