Perché non denunciare anomalie quando ne si veniva a conoscenza? È la domanda ricorrente al termine di quasi ogni udienza di Mazzettopoli (che vede imputati Ivan Passerini, geometra del Comune, per concussione, e Marco Gulinelli, geometra libero professionista, per corruzione). Se davvero esisteva un circuito vizioso che chiedeva di “essere oliato” (per mutuare uno dei termini emersi in dibattimento) per far procedere velocemente le pratiche edilizie, perché non rivolgersi direttamente all’autorità giudiziaria? È la stessa domanda che l’avvocato di parte civile Beniamino Del Mercato che rappresenta il Comune di Ferrara al processo Mazzettopoli ha rivolto a uno dei testi di ieri, l’ex consigliere comunale Fausto Bertoncelli.
Bertoncelli era chiamato a confermare l’avvenuto incontro tra il costruttore privato Daniele De Giuli e i responsabili dello sportello unico per l’edilizia. Era l’ottobre 2007 e l’imprenditore chiese e ottenne un incontro con Davide Tumiati, dirigente di settore. Con lui si lamentava di una pratica che andava a suo modo di vedere eccessivamente a rilento. A Bertoncelli – dopo avergli confidato i suoi sospetti sul giro di mazzette – si rivolse per ottenere quell’incontro.
Tumiati fece chiamare il responsabile dello sportello, Paolo Padovani – sentito anche lui ieri – che non ravvisò nulla di anomalo in quella pratica, che nel giro di poche settimane venne evasa. “E se anche leggeri ritardi ci fossero stati – ha aggiunto Padovani davanti ai giudici – sarebbero stati più che comprensibili, visto che in quel periodo erano in corso le modifiche al psc”.
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