Cronaca
2 Dicembre 2011
Morì dopo operazione all’anca, indicente probatorio in tribunale davanti al gip

Sei medici indagati: “Negligenze e ritardi”

di Marco Zavagli | 2 min

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Incidente probatorio ieri in tribunale per capire se esistono responsabilità nella morte di Ulderico Campi. Il 68enne morì lo scorso 2 giugno dopo esser stato “rimpallato” tra un ospedale e l’altro.

Ulderico Campi, 68 anni, era entrato al Sant’Anna di Ferrara in buona salute. Doveva subire un intervento concordato per una protesi all’anca. Eseguita l’operazione nel corso di un mese si notarono gravi complicazioni. Venne sottoposto all’asportazione della colicisti e a due operazioni d’urgenza. Finì in rianimazione, reparto nel quale morì.

La figlia e la sorella denunciarono il caso alla procura, che sequestrà delle cartelle cliniche del paziente e indagò sei medici, quelli che in un modo o nell’altro hanno seguito il 68enne in quell’ultimo mese di vita, per omicidio colposo.

Ieri in tribunale sono stati sentiti i tre periti del tribunale incaricati di accertare le cause del decesso, un medico legale, un infettivo logo e un chirurgo, tutti di Padova. I tre specialisti hanno spiegato le loro conclusioni davanti al gip Piera Tassoni e al pm Alberto Savino. Da quanto si apprende fuori dalla camera di consiglio non sarebbe stata individuata un’unica responsabilità individuale.

“Di sicuro – afferma l’avvocato dei famigliari, Alessandro Misiani – possiamo dire che c’è stata negligenza e non escluderei che possano esserci ulteriori approfondimenti da parte della procura”. Il legale dei famigliari si dice comunque “molto soddisfatto dal punto di vista processuale perché sono emerse negligenze nell’individuare problemi nel decorso clinico e si sono sottolineati forti ritardi nel porvi rimedio”.

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