Mar 29 Nov 2011 - 573 visite
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Tagliani, il seggio pontificio e la commissione

Il sindaco risponde a una lettera di Estense.com e mostra i rilievi della commissione comunale su Cona

Senza bolla vaticana, Tagliani non può pontificare. Ma nemmeno compiere atti che spettano ad altri, come rilasciare una autorizzazione di agibilità per il nuovo ospedale di Cona. Il sindaco di Ferrara risponde a una lettera di Estense.com e contemporaneamente fornisce uno stralcio del parere positivo del Comune rilasciato il 28 ottobre scorso.

Nella replica il primo cittadino si arma di sarcasmo per controbattere alla missiva firmata da Paolo Giardini che avvertiva in modo altrettanto ironico che “non è dogma di fede credere nell’agibilità concessa dal sindaco” (leggi http://www.estense.com/?p=181945).

“Paolo Giardini – ci scrive Tagliani -, che leggo di rado, mi gratifica di una attenzione che mi lusinga. Se qualche mese fa ero il nazista che aveva ordinato la fucilazione dei ferraresi Martiri al Castello (lettera pubblicata su un altro quotidiano, ndr), segno di una sua non comune ignoranza in una pagina non banale della storia della città, recentemente mi innalza al soglio pontificio: non sarebbe infatti dogma di fede l’agibilità da me rilasciata alla struttura ospedaliera”.

Ecco allora che “in attesa della ‘bolla’ che mi legittimi ad intervenire ‘ex cathedra Petri’ – scherza il sindaco – allego in copia il provvedimento richiamato dal nostro perché i suoi gentili lettori possano verificare che tra agibilità ed autorizzazione sanitaria v’è la stessa consonanza di significato che v’è tra “pulpito” e “polpetta”; e che tra coloro che hanno rilasciato la prima, con parere autonomo e con indipendenza di giudizi, risulta figurino gli stessi che hanno negato la seconda: in ogni caso non il sindaco”.

Il riferimento è al dottor Orazio Buriani, coordinatore direttore del dipartimento di Sanità pubblica, il cui nome figura in calce su entrambi i documenti. Se sui rilievi dell’autorizzazione sanitaria si è già detto tutto (vai all’articolo http://www.estense.com/?p=180198), sul contenuto del primo documento (sottoscritto anche da altri tecnici di Regione e Asl) è interessante soffermarsi su alcuni passaggi. A partire dalla constatazione che già la commissione comunale aveva notato che qualcosa non era proprio a punto, se è vero che ricorda che “tutti i locali o zone che risultano privi di attrezzature ed incompleti dal punto di vista della dotazione impiantistica, al momento del sopralluogo, dovranno essere sottoposti a verifiche e collaudi tecnico funzionali nel corso e al termine dei lavori di allestimento-completamento dei locali stessi”.

La commissione appuntò inoltre che, “per una corretta gestione, conduzione, verifica e manutenzione degli impianti, attrezzature e componenti, sia riguardo alla funzionalità che alla sicurezza degli stessi, sia necessaria la completa messa in servizio e funzionalità del sistema di supervisione e controllo remoto degli impianti, degli allarmi e degli allarmi tecnici”.

Il parere favorevole arrivò – come si evince dal documento fornito da Tagliani – “in riferimento ai soli aspetti igienico sanitari e sicurezza degli impianti indicati dalla della legge regionale 31 del 2002 sulla disciplina generale degli edifici (l’articolo 21 prevede che il certificato di conformità edilizia e agibilità attesta che l’opera realizzata corrisponde al progetto approvato o presentato, dal punto di vista dimensionale, prestazionale e delle prescrizioni urbanistiche ed edilizie ed in particolare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, ndr), ad esclusione dei requisiti specifici stabiliti dalla legge regionale 34 del ’98 (norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private, ndr), che rimane a cura della commissione per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture sanitarie”.

A questo punto sorge un’ulteriore domanda: come mai se il parere (pur positivo perché limitato a uno spettro di competenza determinato) della commissione comunale evidenziava già il 28 ottobre alcune lacune da colmare, già il 30 ottobre il direttore Rinaldi annunciò la seconda – non mantenuta – data ufficiale del trasloco (vai all’articolo http://www.estense.com/?p=176455), quella del 3 novembre? Tre giorni, festività incluse, sarebbero stati sufficienti per i collaudi e l’installazione di impianti e arredi? Magari arriverà un’altra lettera. Questa volta, chissà, da Rinaldi…

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