Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
Pontelagoscuro, 40enne arrestato dai Carabinieri dopo aver minacciato e aggredito i militari durante un controllo: l’uomo era armato di due coltelli da cucina
Sono stati sentiti tre testimoni, davanti alla giudice Rosalba Cornacchia, durante l'udienza per la 'coda' del processo Fiera bis che si è tenuta l'8 settembre
Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
È stata ascoltata durante l'udienza del 7 settembre una delle persone offese nel processo per la cosiddetta “strage di alberi” di Fossanova San Marco, risalente al 2019
A processo per “furti di identità”. Dovranno rispondere a vario titolo di una serie di reati che vanno dalla tentata truffa aggravata, al possesso ingiustificato di documenti validi per l’espatrio, alla sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito.
Sono otto le persone che il gup Monica Bighetti ha rinviato a giudizio dopo 4 ore di camere di consiglio ieri. Altri due imputati, Annunziatino Romeo e Assunto Luigi Morabito, entrambi calabresi, hanno patteggiato pene rispettivamente di 2 anni (e 400 euro di multa) e 1 anno e 8 mesi.
I fatti risalgono agli anni 2007 e 2008 e, per quanto riguarda il territorio ferrarese, ruoterebbero attorno a Sonia Palla, 47enne, ex cartomante di Stienta (in provincia di Rovigo) e Gianni Atti, 54enne, di Ferrara.
Le indagini, che riguardavano anche altri episodi giudicati dal tribunale di Rovigo (l’operazione Abracadabra portata a termine dai carabinieri di Cento e di Castelmassa), partirono dalla denuncia di una donna di Poggio Renatico. La malcapitata si era vista attivare una carta di credito mai richiesta.
L’attivazione era stata effettuata attraverso l’utilizzo fraudolento delle generalità della donna che, informata tempestivamente dalla propria banca – a sua volta avvisata dalla società finanziaria – di alcune operazioni “sospette”, aveva appreso di essere vittima di un raggiro che stava per causarle significativi danni economici.
L’inchiesta porterà alla scoperta di numerose persone “derubate” dell’identità, con tentativi di prelevare a loro nome denaro contante o attivare mutui e finanziamenti, e con conseguente coinvolgimento come persone offese di compagnie telefoniche, concessionarie e finanziarie.
Molte di loro, ieri, erano in tribunale per costituirsi parte civile.
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