Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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“Prima di Tuscolana devo dire che sono stato un artista estremamente povero. Ma aguzzavo l’ingegno. Compravo due pacchetti di piselli secchi e facevo la minestra per dieci persone con 500 lire… E i vestiti per gli spettacoli li compravo alla Montagnola. Il vestito che uso per Tuscolana l’ho comprato lì, è un originale americano, una signora un po’ pazza girava negli anni ’70 proprio così, e senza far sorridere le amiche…”. Si presenta così, con un simpatico tuffo nel suo passato, Alessandro Fullin.
È lui l’ospite speciale che questa sera, alle 21, chiuderà la rassegna di Drink a Book, il ciclo di presentazioni di libri e autori a tematica gay, lesbica e trans organizzata da Circomassimo Arcigay e Arcilesbica di Ferrara, presso la libreria Melbookstore di Piazza Trento e Trieste.
Conosciuto al grande pubblico grazie alla spassosissima professoressa di Tuscolano, fra i personaggi di maggior successo di Zelig, Alessando Fullin riempie della sua ironia e della sua comicità colta e raffinata e allo stesso tempo dissacrante e cinica l’ultima sua fatica letteraria “Ho molto tempo dopo di te”, un romanzo ambientato in un improbabile Sudamerica che ha come protagonista la piccola Arìda e le sue vicende.
Popolato da personaggi indimenticabili e divertenti, “Ho molto tempo dopo di te” è un romanzo esilarante, sgangherato e irresistibile, con un finale perfido e sgangherato.
A Estense.com Fullin spiega la sua comicità, non necessariamente etichettabile come “gay”, ma sicuramente “molto legata al genere (sessuale). Anche tra un uomo e una donna la differenza è sostanziale. Una volta sono andato a vedere un film di Almodovar: i gay ridevano per alcune cose, gli etero per altre. Sembrava che non vedessimo lo stesso film…”.
Dalla comicità di Almodovar a quella della Tuscolana: succede che il mercato imponga delle censure? “Più che di censura si tratta di autocensura – spiega l’autore -. Ma il problema non sono tanto gli argomenti legati sulla sessualità quanto il livello culturale. Una battuta un po’ più colta può essere un problema. Per questo ho molto a cuore questo libro: almeno in un romanzo un artista può esprimersi con la massima libertà”.
Ora anche Ferrara imparerà a conoscerti attraverso ‘Ho molto tempo dopo di te’. E tu, conosci Ferrara? “E’ una città assolutamente metafisica. Dopo De Chirico non riesci a vederla in un altro modo… Quell’uomo gli ha rubato l’anima”.
Spesso nei tuoi show hai avuto partner femminili, da Clelia Sedda a Emanuela Grimalda a Eva Robin’s, come ti sei trovato con loro? “Si lavora sempre bene con le donne, siano esse biologiche o meno. In realtà le persone che cambiano sesso mi hanno sempre affascinato. Nel mio libro una delle protagoniste è una zia transessuale, Tia Atlantide, molto religiosa, si fa tre messe al giorno, e però indigente e quindi ruba le offerte: direi che ha un rapporto piuttosto dinamico con la fede”.
Hai avuto a che fare molto da vicino con gli ambienti dell’attivismo gay, che ne pensi delle lotte e della situazione attuale in Italia per ciò che riguarda diritti e uguaglianza per le persone gay, lesbiche e trans?
“Come è noto l’Italia, insieme al Sudan, è l’unico paese europeo che non ha una legislazione a favore delle unioni civili. Credo che questa battaglia interessa tutti, gay ed eterosessuali. E’ triste vedere un paese come l’Italia che ha contribuito così tanto all’idea di Europa essere ora, per quanto riguarda i diritti dei suoi cittadini, in una situazione che non si può che definire con un aggettivo: imbarazzante”.
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