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Il componente del Cda di Ferrara Tua pronto a subentrare alla neoassessora tra i banchi della maggioranza
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Telecamere e microfoni davanti al polo di Cona. Sono quelle di Sky Tg24, arrivate appositamente a Ferrara. Uno sfondo, l’ospedale in fase di costruzione. E delle voci, quelle di Valentino Tavolazzi e Angelo Storari. Intervistati dal telegiornale di Murdoch, il consigliere comunale e il portavoce di Progetto per Ferrara hanno espresso il proprio punto di vista, fortemente critico, verso la politica sanitaria locale. In primis i tempi biblici di realizzazione, i costi esorbitanti (“500 milioni di euro spesi male”) e la scelta di abbandonare il “vecchio” Sant’Anna.
Quello che non è riuscito a dire nei tempi del servizio televisivo, Tavolazzi l’ha affidato a un comunicato, nel quale riprende il filo delle ultime polemiche attorno al grande incompiuto.
A partire dalla chiusura del pronto soccorso di corso Giovecca.
“I direttori delle due aziende sanitarie difendono all’unisono la sciagura di Cona – attacca l’ex city manager -, con argomenti come la “golden hour” o il “first hour quintet” (il criterio temporale per intervenire in maniera ottimale a livello di triage per le cinque patologie più diffuse, tra cui infarto e ictus, ndr), adattati ad hoc per una tesi indifendibile, illudendosi così di far dimenticare venti anni di cantiere nel fondo “della morte”, il Sant’Anna lasciato cadere a pezzi, la chiusura dell’ospedale storico e del suo pronto soccorso”.
Dalla linea di fuoco di Progetto per Ferrara partono parole roventi nei confronti di tutti i protagonisti che in qualche modo sono intervenuti sul tema del nuovo nosocomio. E così, dopo i due direttori, nel mirino finisce anche il presidente dell’ordine dei medici, ‘colpevole’ di “liquidare con battute da avanspettacolo («mi auguro che Tavolazzi organizzi un referendum anche per chiedere il mantenimento dei fruttivendoli sotto casa»), i disagi procurati ai cittadini dal trasferimento a Cona dei servizi ospedalieri”.
Dopo Bruno Di Lascio, la zona di tiro si allarga a quella che Tavolazzi definisce “la chiamata alle armi”: “tavoli permanenti per la comunicazione, comunicati e conferenze stampa un giorno sì e l’altro pure, mobilitazione di chiunque faccia parte dell’entourage sanitario regionale, direttori, consiglieri comunali medici e non del Pd, imprenditori privati delle costruzioni e della sanità, progettisti”.
“Tutti – riprende – a difendere il fortino “Cona e chiusura del Sant’Anna”, anteponendo interessi di parte al bene per la cittadinanza”.
Gli strali convergono alla fine verso le due categorie dei politici, cui competono “le scelte strategiche in materia sanitaria”, e i medici: è giusto che i politici si preoccupino dei fondi necessari a creare le strutture sanitarie e a fornire i servizi, ma è altrettanto doveroso per i medici garantire che strutture e servizi siano i più avanzati ed efficaci per la tutela della salute”.
Tavolazzi lascia intendere che secondo lui più di qualche problema non è stato ancora affrontato, o quantomeno è stato sottovalutato. “Quando il Sant’Anna chiuderà – spiega -, per almeno 80mila persone prevalentemente anziani l’accesso a Cona sarà meno rapido, in condizioni di emergenza e non. Tutte le prestazioni oggi erogate dal pronto soccorso in città, saranno fornite a Cona ed i codici verdi e bianchi giunti in ambulanza, dovranno rientrare a Ferrara a pagamento”.
Non solo. “In Giovecca, dopo le 20 nei giorni feriali e tutto il sabato, la domenica e i festivi, troveremo i portoni sprangati, con la sola esclusione della guardia medica. Chemioterapia e radioterapia in giornata non saranno più disponibili in città. Per una storta, una colica, un taglio si dovrà ricorrere a Cona, d’inverno e con la nebbia. E si sa che quasi un ferrarese su tre ha più di 65 anni. Ecco i problemi di cui dovrebbe occuparsi la classe medica”.
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