Aveva stipulato un preliminare di compravendita per l’acquisto di una casa a Ferrara, ma per qualche motivo aveva cambiato idea. Intanto, però, un primo assegno era stato versato. E, secondo l’accusa, non ci stava a veder sfumare così i suoi soldi. E allora, per cercare di riaverli, avrebbe messo in atto la peggiore delle idee. All’agenzia immobiliare che aveva fatto da intermediatrice avrebbe scritto una lettera, minacciando che se non avesse riavuto i propri soldi entro 15 giorni, avrebbe sporto denuncia alla finanza. Quasi contemporaneamente denuncia anche il furto del relativo assegno.
Ma per sua sfortuna l’agenzia aveva tutto documentato. E per lui è scattata la denuncia per calunnia ed estorsione.
Ieri il gip Monica Bighetti ha rinviato a giudizio l’uomo, un 58enne rodigino residente a Rosolina. La relativa udienza davanti al giudice si terrà il 15 marzo. Per quella data saranno presenti come parti civili anche l’agenzia, rappresentata in giudizio dall’avvocato Caterina Morelli, e i proprietari della casa invenduta, con l’avvocato Piero Giubelli.
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