Politica
7 Dicembre 2010
La teste ricorda in aula le interpellanze sugli appalti di Simone Lodi (Fli)

Appaltopoli, il consigliere che disturbava

di Marco Zavagli | 2 min

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Simone Lodi

Conosceva Simone Lodi? Introduce così la pm patrizia Castaldini il nome dell’allora consigliere di Alleanza Nazionale (poi Pdl e oggi Futuro e Libertà) nel corso dell’udienza Appaltopoli. Un nome e un volto che l’ingegner Maria Amoruso ammette di conoscere bene, perché “faceva diverse interpellanze che riguardavano il nostro settore”. In particolare sulla gara per Viale Volano e sulla ciclabile per Francolino. “Ma in generale sulle assegnazioni di lavori pubblici all’interno del Comune di Ferrara – specifica la testimone del processo che vede alla sbarra imprenditori e funzionari del Comune di Ferrara -. Chiese la documentazione sul materiale utilizzato per i lavori, l’elenco di tutte le opere previste dalla famosa delibera del luglio 2005 (quella dei 28 lavori dello “schema”, ndr) e la lista delle imprese aggiudicatrici”.

“L’ingegner Enrico Pocaterra – riporta l’ingegner Amoruso – mi diceva di dargli il materiale con il contagocce, ma Lodi era diventato molto insistente e voleva la documentazione completa. Secondo Pocaterra, quella del consigliere sarebbe stata un’azione di disturbo perché voleva che assegnassimo i lavori all’imprenditore calabrese Annunziato Lombardo”.

Lombardo, dopo la rescissione del contratto per la ciclabile di Francolino, era caduto in disgrazia presso l’amministrazione. “Da allora, infatti, l’ingegnere non voleva avere più a che fare con Lombardo”. L’Amoruso riferisce inoltre, anche se il ricordo non è particolarmente preciso non sapendo indicare chi glielo riferì, che Ambrosone avrebbe incontrato Lodi per sapere il motivo del suo interesse. “In quell’occasione – le venne riferito – Ambrosone avrebbe detto al politico che ‘gli appalti li facciamo noi ferraresi e i calabresi sono fuori’”.

Lombardo si lamentò con la stessa Amoruso dell’esclusione e “Pocaterra – riferisce la teste – lo tranquillizzò. Ma non andò in porto nulla”.

All’ipotesi che potesse agire nell’interesse di qualcuno replica lo stesso Lodi, che smentisce decisamente di “aver mai fatto azioni di disturbo o pressioni su qualcuno”. “Io ho fatto semplicemente il mio lavoro di politico tramite interpellanze – rivendica il consigliere -, tutto alla luce del sole, raccogliendo le sollecitazioni che mi arrivavano dai cittadini”.

“Il compito di un consigliere – sottolinea Lodi – è dare voce alla gente e così ho agito: nell’interesse dei cittadini. Non certamente per dare lavori a qualche azienda. Chi ha fatto certe insinuazioni si assumerà le proprie responsabilità”.

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