Una fiaccolata contro la pena di morte e i femminicidi. È quella che si è tenuta a Ferrara ieri sera, a partire dalle 18, in piazza Duomo, in occasione della campagna mondiale contro la pena di morte.
I dati sulle uccisioni delle donne (raccolti dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna) denunciano dal 2005 un aumento progressivo dei femminicidi in Italia: 101 nel 2006, 107 nel 2007, 113 nel 2008, 119 nel 2009. L’estate 2010 è stata caratterizzata da una sequenza quasi quotidiana di donne assassinate perché avevano rifiutato una relazione o avevano deciso di separarsi. In Emilia-Romagna sono avvenuti fatti gravissimi nell’ottobre scorso: l’assassinio di Begum Shahnaz e l’aggressione violenta alla figlia Nosheen. E ancora, le violenze a donne nei giorni scorsi a Imola, Modena e l’arresto a Bologna di un uomo che ha assassinato la compagna in Calabria.
“A fronte di un fenomeno che registra un generale aumento delle richieste di aiuto e di gravità dei casi, le risorse a sostegno dei centri antiviolenza rischiano di subire i tagli dovuti alla crisi – denuncia il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna -: sostenere adeguatamente chi aiuta le vittime è il primo atto di responsabilità sociale da parte dei governi locali e nazionale. Inoltre, un intervento complessivo e integrato a sostegno delle donne che subiscono violenza e i/le loro figli/e è l’obiettivo che i centri antiviolenza si sono posti da tempo: per questo il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna intende proporre alla Regione Emilia-Romagna un Piano Regionale contro la violenza alle donne, che si raccordi al Piano Nazionale Antiviolenza che verrà annunciato domani dalla Ministra Mara Carfagna”.
Si riportano di seguito i dati raccolti dalle varie dalle associazioni appartenenti al Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna.
Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2010 sono state 2.277 le donne vittime di violenza accolte nei centri antiviolenza aderenti al Coordinamento dell’Emilia-Romagna. Sul totale delle donne accolte, 1.461 sono di nazionalità italiana, mentre 809 di nazionalità straniera. Nelle case rifugio per donne vittime di violenza sono state ospitate 101 donne e altrettanti minori, per un totale di 202 ospiti. Rispetto allo scorso anno, i dati sono stabili.
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