Non ha timore di firmarsi con nome e cognome. Di “metterci la faccia” come si usa dire. Lei è Sara Cambioli, ferrarese, 39 anni, dipendente a tempo determinato dell’Istituzione dei Servizi educativi, scolastici e per le famiglie del Comune di Ferrara. Il suo contratto scadrà il prossimo 31 dicembre.
Sara Cambioli ci mette la faccia e firma una lettera durissima contro l’amministrazione comunale. Contro il suo datore di lavoro.
L’origine della critica è il concorso per 11 posti da Istruttore amministrativo Cat. C bandito dall’ente locale e che ha visto impegnate 1800 persone. Le preselezioni hanno scremato gran parte dei candidati. In questi giorni si stanno tenendo gli orali. Tra i pochi “superstiti” lei non c’è.
Ma la donna non vuole aggrapparsi alla sua mancata selezione. Anzi, molto onestamente afferma che “chi è passato se lo è meritato ampliamente”, ribadendo nella sua missiva inviata alla redazione che “il vero scandalo riguardo al concorso non sta nel fatto che alcuni tra i partecipanti che hanno superato con un ottimo punteggio le prove erano già al servizio dell’amministrazione, ma piuttosto nel fatto che nel bando non è stata fornita alcuna indicazione sui profili specifici degli 11 posti messi a concorso, né sono stati indicati i servizi o le aree cui sarebbero stati destinati; non è stato richiesto un curriculum; non è stata tenuta in nessuna considerazione l’esperienza pluriennale maturata dai candidati che già ricoprivano quei posti a tempo determinato; le decisioni riguardo al concorso sono state prese esclusivamente dagli organi politici dell’ente, senza richiedere alcun parere ai dirigenti dei servizi in cui i vincitori del concorso avrebbero dovuto impiegare le proprie competenze”.
Un modus operandi che non troverebbe riscontri in concorsi analoghi banditi da altre amministrazioni municipali. Un esempio per tutti quello recente di Forlì, per identico ruolo, dove si teneva in vece in considerazione “’esperienza pregressa dei candidati (con punteggio a seconda degli anni), il curriculum e delineando nel bando di concorso i posti da ricoprire”.
Le modalità di selezione cui Sara Cambioli si è trovata di fronte, invece “penalizza non soltanto chi in questi anni ha costruito una propria professionalità “precaria” (da otto anni lavora ed è “formata” all’interno dell’ente, ndr) nell’ambito dell’amministrazione pubblica, ma anche la continuità del lavoro degli stessi servizi. Tutto ciò sulla base di una scelta “politica” che appare decisamente squalificante, proprio perché prescinde da un chiaro e fondamentale riconoscimento delle competenze professionali specifiche”.
Nel dettaglio, il test di preselezione (per un concorso che richiedeva il semplice diploma) conteneva “elementi di diritto completamente estranei e inutili alle funzioni da ricoprire”. L’avviso di selezione, poi, è stato pubblicato soltanto il 15 settembre, mentre la prova di preselezione era fissata per il 4 novembre, “dando così solo un mese e mezzo di tempo ai candidati per prepararsi su materie d’esame vastissime, argomenti da laurea in Giurisprudenza o affini”.
La selezione, quindi “ha di fatto ha tagliato fuori chi, pur avendo una laurea e altri titoli alle spalle e pur avendo maturato un’esperienza pratica cresciuta in anni di lavoro al servizio dell’amministrazione, si è trovato a possedere una formazione diversa da quella unicamente riconosciuta ai fini del concorso, ossia giuridico-amministrativa, ben sapendo che i posti a concorso saranno destinati a compiti di tutt’altra natura istituzionale”.
Per questi motivi la candidata accusa l’amministrazione di aver trattato l’intera vicenda “con superficialità e assenza di lungimiranza” e chiede ai vertici del municipio di “spiegare ai cittadini il senso di questa scelta”.
Nel frattempo Sara Cambioli ha protocollato lo scorso 17 novembre e inviato a sindaco, direttore generale, giunta e consiglio una lettera formale di richiesta di spiegazioni riguardo all’organizzazione del concorso.
Una volta ottenuto l’accesso agli atti la donna potrebbe fare ricorso nel caso ravvisasse vizi di forma. “È una eventualità che sto valutando”, conferma la 39enne, che ha scelto di avvalersi di un legale, l’avvocato Antonio De Angelis del foro di Terni.
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