Sono quattro gli imputati che hanno scelto altrettanti riti alternativi nel primo filone del processo per le presunte tangenti in fiera.
Si tratta di Nicola Zanardi, Giorgina Arlotti, Pietro Scavuzzo e Angelo Rollo che, tramite i loro avvocati difensori, durante l’udienza di ieri (8 settembre) davanti al gup Carlo Negri del tribunale di Ferrara, hanno deciso di essere processati con rito abbreviato. Diversamente, invece, Filippo Parisini – difeso dall’avvocato Claudio Maruzzi – ha scelto il rito ordinario.
Per quanto riguarda i quattro abbreviati sono intanto già state fissate due udienze: la prima, il 10 ottobre, quando saranno chiamati a discutere il pm Ciro Alberto Savino, le parti civili, e le difese di Zanardi (avvocato Marco Linguerri) e Arlotti (avvocato Marco Linguerri); la seconda, il 31 ottobre, quando successivamente dovrebbe toccare ai difensori di Scavuzzo (avvocati Elisabetta Marchetti e Lorenzo Buldrini) e di Rollo (avvocato Simone Bianchi).
Secondo l’impianto accusatorio, Nicola Zanardi, ex presidente di Ferrara Fiere e poi consigliere delegato, e il suo successore Filippo Parisini, insieme a Pietro Scavuzzo, ex pentito di mafia, sono accusati di induzione indebita. Secondo la Procura di Ferrara, i due – accusati inizialmente di concussione -avrebbero preteso da Scavuzzo, al tempo deus ex machina degli allestimenti in Fiera, il pagamento di mazzette e favori personali (un costoso orologio, un anello con brillante, allestimenti per feste private, imbiancatura di locali privati) per garantirgli l’esclusiva per gli allestimenti in Fiera: l’imprenditore doveva dare loro il 20% degli incassi.
Come si diceva in precedenza, in questo primo filone, sono imputati anche Angelo Rollo, amministratore della società che stampava i biglietti per la Fiera (avvocato Simone Bianchi) e la direttrice Giorgina Arlotti (avvocato Marco Linguerri). Quest’ultima, insieme allo stesso Zanardi, è accusata di peculato perché avrebbe intascato altri soldi in nero tramite una doppia contabilità dei bar negli eventi “Auto e Moto” e “Militaria” del 2016. Parisini e Scavuzzo con lo stesso gioco avrebbero fatto altrettanto negli eventi tra 2016 e 2017, e avrebbero fatto anche la cresta sui parcheggi tramite l’emissione di doppi biglietti, fuori dalla contabilità ufficiale.
Zanardi e Arlotti sono accusati anche per aver creato un doppio canale di vendita, uno dei quali realizzato con vecchi carnet, fuori contabilità, per intascare circa 12mila euro nel 2012 in occasione del Misen. La tecnica si sarebbe sofisticata in occasione delle fiere del 2015 e del 2016 (in tutto quattro giornate di Misen e due di Carp Show): Zanardi e Arlotti, con il supporto di Angelo Rollo e della sua società, avrebbero proceduto a una doppia emissione di ticket ‘nuovi’ ma ritenuti contraffatti, in modo da eludere la rendicontazione Siae, nonché la contabilità della Fiera (qui è contestato anche il reato di contraffazione di pubblici sigilli).
Zanardi e Arlotti sarebbero poi gli artefici di un raggiro ai danni di un’assicurazione per aver pompato i danni subiti dall’Ente Fiera in occasione di un colpo con esplosione al bancomat della CariCento, avvenuto il 12 gennaio 2015 così da ottenere un indennizzo assicurativo oltre quattro volte il danno reale.
Un sistema, quello scoperto da procura, carabinieri e guardia di finanza, scoperchiato da Scavuzzo dopo che non sarebbe stato più in grado di versare la tangente richiesta: secondo la sua versione sarebbe stato escluso dai nuovi allestimenti e l’Ente Fiera avrebbe anche rallentato i pagamenti arretrati facendogli accumulare un credito enorme quanto i problemi di liquidità che si andavano accrescendo. Il rapporto sembra essere stato transato a quota 50mila euro, poi Scavuzzo risulta aver lasciato la società, vendendola, a detta sua, per pochi euro.
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