Cronaca
11 Agosto 2023
I quattro maggiorenni, che facevano parte della banda che ha aggredito un ragazzo a luglio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. A loro il gip ha applicato la misura dell'obbligo di dimora nei Comuni di residenza

Aggressione e rapina in viale Belvedere. La baby gang non parla in tribunale

di Davide Soattin | 3 min

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Hanno scelto di non parlare i quattro componenti – tutti maggiorenni – della baby gang che, insieme ad altri due ragazzi minorenni, in viale Belvedere, hanno pestato e rapinato un giovane che stava rientrando a casa da solo. Prima sbarrandogli la strada, impedendogli di proseguire, poi accerchiandolo e colpendolo ripetutamente a suon di pugni e calci, portandogli via lo smartphone, la cintura dei pantaloni e le chiavi di casa.

Ieri (10 agosto) in tribunale a Ferrara infatti, davanti al giudice per le indagini preliminari Danilo Russo, durante l’interrogatorio di garanzia a seguito dell’applicazione nei loro confronti della misura dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza, accusati di rapina e lesioni aggravate in concorso, i quattro – tutti intorno ai 20 anni, di nazionalità italiana e straniera, provenienti dalla provincia di Novara e senza precedenti – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L’episodio si è verificato a fine luglio in tarda serata. Il gruppo degli aggressori ha deciso di passare all’azione dopo aver individuato un giovane in bici, praticamente loro coetaneo (si tratta di un ragazzo residente a Ferrara per motivi di studio). La vittima si è vista la strada sbarrata dal gruppo e non ha potuto fare altro che arrestare la marcia. A quel punto gli è stato sferrato un pugno in un occhio che lo ha fatto rovinare a terra, dove è stato poi colpito con calci e pugni e derubato, non senza aver ricevuto anche minacce e intimidazioni.

La vittima dopo l’aggressione è riuscita a trovare riparo presso l’abitazione di un suo amico, consentendo così l’intervento dei sanitari che gli hanno prestato le prime cure. Il ragazzo è stato successivamente trasportato all’ospedale di Cona per sottoporsi a più approfonditi accertamenti medici, che gli hanno riscontrato un trauma cranico e una contusione oculare.

Soltanto poche ore dopo una Volante della Questura di Ferrara ha identificato, non lontano dal luogo dell’avvenuta aggressione, un gruppo di giovani corrispondenti alle descrizioni fornite dalla vittima e, durante le fasi del controllo, due di loro sono stati trovati in possesso dello smartphone e della cintura precedentemente rubati, mentre non sono state più rinvenute le chiavi dell’abitazione.

Sulla base dei primi elementi la Squadra Mobile di Ferrara ha svolto un’attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica, attraverso la raccolta di testimonianze (quelle dell’amico da cui la vittima ha trovato rifugio) e riconoscimenti fotografici, che hanno quindi permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto e delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati. Pertanto alla luce delle risultanze complessivamente emerse, la Squadra Mobile ha eseguito l’ordinanza con la quale il gip presso il tribunale di Ferrara ha applicato ai quattro indagati maggiorenni l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza.

Per quanto, invece, riguarda i due componenti minorenni della baby gang: per loro procede il tribunale  procede separatamente il tribunale dei minori di Bologna.

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