Cento
27 Luglio 2023
Il governatore della Regione Emilia-Romagna ha visitato Cento, XII Morelli, Terre del Reno e San Bartolomeo in Bosco: "Emergenza nell'emergenza, ma siamo ancora qui"

Maltempo. Sopralluogo di Bonaccini nel Ferrarese: “Non molliamo mai”

di Davide Soattin | 4 min

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XII Morelli. “Terremoto, pandemia e ora alluvione, ma siamo ancora qui. Non molliamo mai” è il messaggio di speranza e di ripartenza che Stefano Bonaccini ha lanciato ai cittadini del territorio centese, e più in generale della provincia di Ferrara, colpiti dalla violenta grandinata che – sabato scorso (22 luglio) – ha danneggiato pesantemente autovetture e case, distrutto coltivazioni, messo in ginocchio aziende e provocato anche alcuni feriti.

Dopo la visita di lunedì (24 luglio) nel Ravennate infatti, nella giornata di mercoledì 26 luglio, il presidente della Regione Emilia-Romagna ha effettuato sopralluoghi nel Bolognese (a Galliera, ndr), nel Modenese (a Finale Emilia, ndr) e nel Ferrarese: prima a Cento, Buonacompra e a XII Morelli, dove si è fermato per un punto-stampa, poi a Terre del Reno (con visite alla caserma dei carabinieri e alla Ceramica Sant’Agostino) e infine a San Bartolomeo in Bosco, frazione del Comune di Ferrara tra le più colpite dal maltempo.

Un ‘tour’ nelle zone più martoriate da pioggia, vento e grandine per dire che la Regione c’è ed è al fianco della sua gente: “Sabato scorso, nel giro di poche ore, abbiamo chiesto ai sindaci di raccogliere subito la rendicontazione dei danni, in modo da portarli all’attenzione del governo nel minor tempo possibile. Nelle prossime ore decreteremo lo stato di emergenza regionale e ieri (martedì 25 luglio) in giunta abbiamo deciso di stanziare 3 milioni di euro, che vorremmo andassero a fondo perduto, soprattutto per i privati”.

“In tutto – ha proseguito Bonaccini – ci sono una quindicina di Comuni colpiti, dentro a una situazione che di per sé è già emergenziale. Basti pensare che lo scorso maggio ci sono stati danni diretti per 8,8 miliardi, che con quelli indiretti potrebbero salire verso i 10 miliardi di euro, e per cui a oggi lo stanziamento del governo è di 2,5 miliardi in tre anni, che ovviamente è insufficiente“.

L’obiettivo di viale Aldo Moro è ora quello di chiedere la possibilità di adottare lo stesso meccanismo salta-burocrazia utilizzato per l’alluvione in Romagna: “Da commissario provvisorio dell’emergenza – ha spiegato il presidente – ho sperimentato, insieme alla Protezione Civile, per la prima volta in Italia, una forma di rendicontazione che tagliava la burocrazia: il privato segnalava l’acqua in casa, i sindaci vidimavano che fosse vero e la segnalazione veniva consegnata al governo per avere 3 dei primi 5mila euro che solitamente con lo stato di emergenza nazionale arrivano ai cittadini entro poche settimane. Ci siamo mossi col generale Figliuolo per capire se si possa agganciare questa forma di sperimentazione a questa nuova emergenza. Non so se si potrà, ma noi ci proveremo”.

Ad accompagnarlo, nella piazza di XII Morelli, è stata la vicepresidente regionale Irene Priolo, assessore alla Protezione Civile, che ha rassicurato i cittadini anche sullo smaltimento dei rifiuti, tra cui l’amianto: “Il sindaco – ha illustrato – potrà dare disposizione di mettere i rifiuti che state raccogliendo fuori casa, affinché il gestore possa prenderli e poi smaltirli, senza che lo facciate voi. Nel caso in cui ci dovesse essere un rifiuto di amianto da smaltire, invece, dovrà intervenire direttamente il gestore che ha la qualifica per gestire rifiuti pericolosi. L’indicazione è quella di non trattare l’amianto al suolo, ma di lasciarlo lì, in attesa che chi di dovere faccia le verifiche necessarie, prima di prelevarlo e di differenziarlo”.

Anche da Priolo arriva un messaggio che invita a non arrendersi: “Siamo affaticati da tutto quello che sta succedendo, che è tutta una sommatoria su una più ampia emergenza nazionale. Il momento è difficile, stiamo provando a non lasciare indietro nessuno e capiamo la preoccupazione per cui questo evento possa passare in secondo piano rispetto all’alluvione. Ma oggi siamo qui per dire che è importante tenere tutto insieme. Speriamo che venga riconosciuta l’emergenza nazionale, anche se i tempi potrebbero non essere rapidissimi. Stiamo lavorando e correndo anche per la sospensione dei mutui e per far sì che quando arriverà l’ok dal governo ci faremo trovare pronti”.

Insieme a loro, il sindaco Edoardo Accorsi: “Sabato scorso ho provato a chiamare il presidente e al secondo squillo di telefono ho ricevuto subito risposta. A dimostrazione di ciò, già ieri (25 luglio), la Regione ha stanziato un primo importante fondo da 3 milioni di euro per iniziare il percorso di ripresa da questa tragedia che ci ha colpito. E ora dovremo essere bravi a sollecitare il governo affinché attivi lo stato di emergenza nazionale, in modo tale da poter dare risposte a una Regione che è già stata molto colpita”.

“La preoccupazione – ha concluso il primo cittadino di Cento – è che questa devastazione, paradossalmente, possa essere meno visibile di altre e rischia di essere più silenziosa. Così come ho il timore che il governo possa abbassare l’attenzione. Io però posso promettere che il nostro impegno sarà massimo per quanto riguarda il percorso dei ristori. Stiamo cercando di fare il possibile, stiamo facendo la conta danni sul patrimonio pubblico e su quello privato stiamo facendo il giro delle frazioni per la raccolta moduli che stasera presenteremo alla Regione, che ci ha chiesto di fare tutto velocemente. Non posso dire altro che grazie ai cittadini che tengono botta e che da parte nostra ci sarà il massimo impegno”.

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