Cronaca
29 Giugno 2023
Il parroco è stato sentito durante l'ultima udienza del processo in cui è accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori. La prossima udienza fissata per l'11 luglio

Prete accusato di pedofilia, don Rugolo si difende e racconta la propria versione dei fatti

di Davide Soattin | 1 min

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Ha cominciato a delineare la sua verità don Giuseppe Rugolo e lo ha fatto durante l’ultima udienza del processo a suo carico che si sta celebrando in tribunale a Enna, dove è accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori, per fatti che sarebbero stati compiuti dal 2009 al maggio del 2011.

Sentito in aula davanti al giudice, rispondendo alle domande degli avvocati di parte civile, dopo che il pm ha rinunciato al proprio esame, il prete ha chiarito una parte di quelle che sono le accuse a lui rivolte, raccontando la propria versione dei fatti, spiegando e contestualizzando le vicende in cui è coinvolto.

Prima di lui sono stati sentiti altri tre testimoni e, al termine dell’udienza di martedì (27 giugno), il giudice ha rinviato all’11 luglio, quando si proseguirà con l’esame dell’imputato.

Gli atti di libidine e molestie sessuali, secondo l’unico ragazzo che ha avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto, sarebbero avvenuti all’interno della parrocchia, a scuola, in sagrestia, nel Grest estivo, approfittando dei dubbi della vittima circa l’incertezza di avere una vocazione religiosa attraverso una “subdola condotta di persuasione“, come scriveva il gip nell’ordinanza che portò all’arresto del sacerdote.

 

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