
Striscioni contro la centrale
Occorre azzerare tutto e ricominciare da capo. È quanto chiede la Rete per la Giustizia Climatica Ferrara relativamente alla discussione per la costruzione della centrale biometano di Villanova, al centro della 3^ e 4^ commissione consiliare di mercoledì con un dibattito che, dagli stessi attivisti, è stato definito “paradossale, se non addirittura surreale“.
“È necessario – spiegano a questo proposito gli ambientalisti – che il dibattito ritorni in Consiglio Comunale, che in quella sede ciascuno si esprima chiaramente, senza furbizie e infingimenti di sorta. Che si torni a coinvolgere i cittadini direttamente interessati, a sentire le loro opinioni e a confrontarsi con loro. Chiediamo anche che si pronunci il sindaco Fabbri, in quanto massima autorità per la tutela della salute dei cittadini, bloccando un progetto che non ha nessuna utilità pubblica e produce danni ai cittadini e al territorio”
Diversi i punti critici illustrati da Sandra Travagli, referente dei cittadini di Villanova che dicono no al progetto, e da Giangaetano Pinnavaia della Rete Giustizia Climatica Ferrara, che vengono oggi commentati: “In particolare – evidenziano gli attivisti – il biometano non può essere considerato facente parte del ciclo dell’economia circolare, né assimilato ad una fonte energetica pulita e rinnovabile. In più esistono seri problemi dal punto di vista dell’impatto ambientale e della salute dei cittadini. Sono inoltre presenti forti problematiche derivanti dalla vicinanza dell’impianto rispetto ai volumi di traffico che si genererebbero, non sufficientemente approfonditi. E altrettanti motivi di preoccupazione derivano infine dalla vicinanza dell’impianto nei confronti delle case e dell’abitato“.
E aggiungono: “Ancor più, e anche questo è un punto sostanziale, nei quattordici mesi in cui si è svolto il processo di discussione e decisione relativi all’impianto, i cittadini interessati non sono stati coinvolti, le istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, non hanno mai ritenuto importante incontrare e confrontarsi pubblicamente con le persone che dovrebbero subire le pesanti conseguenze negative della messa in funzione dello stesso”.
“Nessun consigliere comunale – conclude la Rete Giustizia Climatica – ha difeso la scelta di costruire l’impianto di biometano, tutti ne hanno preso le distanze, ma, allo stato attuale, esso si farà. Ciò è decisamente inaccettabile. Non possiamo pensare che questo possa essere l’esito di una discussione malfatta, opaca, in cui, alla fine, nessuno si prende la responsabilità di una scelta con pesante impatto sui cittadini e sul territorio, sia in
termini ambientali che di salute delle persone”.
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