Politica
20 Aprile 2023
La discussione sull'impianto di via Ponte Assa torna in municipio. Critiche alla giunta arrivano anche dalla maggioranza. Pignatti (Ferrara Nostra): "L'amministrazione ha il dovere di ascoltare i cittadini"

Biometano Villanova. “Ignorati da Comune e Arpae. Noi cittadini siamo stati cancellati”

di Davide Soattin | 5 min

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Un impianto costruito “in stretta vicinanza alle case, seguendo criteri economici più che di sostenibilità“. Proseguono le preoccupazioni dei cittadini di Villanova per la costruzione della centrale biometano di via Ponte Assa, il cui progetto ieri (mercoledì 19 aprile) è tornato negli uffici di piazza municipale per la discussione della 3^ e 4^ commissione consiliare.

Al tavolo dei relatori si è seduta anche Sandra Travagli, portavoce della protesta dei residenti, che finalmente – “dopo quattordici mesi di bufera” – ha potuto portare le istanze della propria battaglia in un’audizione che lei stessa ha definito “insperata“.

Né il Comune né Arpae – ha esordito – hanno tenuto conto delle nostre osservazioni, segnando il punto di partenza di un processo in cui noi cittadini siamo stati assolutamente cancellati. Il vicesindaco Nicola Lodi si è dimenticato che, in tutto questo tempo, non ha fornito alcuna informativa e non ha dato a noi alcuna possibilità di poter vedere accolte le nostre domande. C’è stata una modalità di rapporto con i cittadini che è stata devastante, fatta di contatti personali, di contrapposizioni all’interno della stessa comunità, di opere di convincimento veramente preoccupanti di determinate persone. E ciò non ha giovato a questo processo“.

Travagli ha aggiunto: “Questi quattordici mesi sono stati un periodo preoccupante e pazzesco in cui abbiamo toccato con mano l’impossibilità di sentirci tutelati come cittadini. Stiamo parlando di un impianto che sarà il primo in Regione per utilizzo di biomasse non aziendali e il quarto, se non il terzo, per dimensioni. Ma si è trattata l’autorizzazione di questo progetto come se si trattasse di una distilleria casalinga. Sono state sottovalutate tantissime cose e spero che chi abbia le responsabilità del governo di questo territorio sappia cosa succede con questa centrale e quale tipo di intervento subisca il territorio, ma quando abbiamo chiesto al sindaco Fabbri di parlare con le associazioni di categoria non abbiamo avuto risposta“.

“Affibbiare l’etichetta di nimby a persone che stanno cercando di capire cosa sta succedendo alle loro vite – ha concluso – è quasi offensivo. E ancora oggi restano senza risposta le nostre domande. Chi poteva e doveva prevedere un andamento diverso della Conferenza dei Servizi? Che cos’è che ha votato il Consiglio comunale il 21 febbraio 2021? Arpae dice che ha votato il progetto, l’assessore Lodi, invece, che sono state bocciate le varianti. Ora non possiamo fare altro che chiedere nuovamente al sindaco quanto già avevamo chiesto con la petizione firmata da oltre duecento persone, vale a dire di farsi garante della nostra salute e della nostra sicurezza di cittadini“.

Gabriella Dugoni di Arpae ha poi fatto un passo indietro per chiarire le procedure di approvazione del progetto, durate due anni: “Abbiamo svolto l’iter nel rispetto delle normative, coinvolgendo tutti i soggetti che avevano la possibilità di esprimersi sui vari aspetti e dandone massima pubblicità. In più, abbiamo risposto anche a tutte le richieste di accesso agli atti avanzate. Abbiamo anche fatto diverse Conferenze dei Servizi, dove abbiamo raccolto i pareri degli enti competenti, che alla fine erano tutti favorevoli. Quanto all’espressione negativa del Consiglio comunale, invece, sottolineiamo che non è stata ritenuta inerente all’iter di autorizzazione in quanto il Comune ha una competenza specifica sulla pianificazione, ma non sul progetto”.

Non si è ancora capito se la giunta che governa questa città sia favorevole o contraria a questo impianto” ha successivamente domandato Ilaria Baraldi del Partito Democratico, che poi ha criticato la “straordinaria superficialità iniziale di questa amministrazione che, nonostante la sbandierata attività nelle frazioni, ha dimostrato scarsa conoscenza del luogo e dello spazio fisico in cui la centrale va a insediarsi, parlando oggi di questioni che andavano affrontate quattordici mesi fa e non a cose fatte“.

Parole dure verso la giunta sono arrivate, infine, anche dalla stessa maggioranza, con la consigliera Catia Pignatti di Ferrara Nostra – da cui è partita la richiesta di convocare le due commissioni – che ha richiamato sindaco, vicesindaco (presente in aula consiliare) e consiglieri al “dovere dell’amministrazione di ascoltare i cittadini e le loro richieste, oltre che di tutelare e rispettare i loro interessi, anche quelli privati. Questo progetto che vantaggio darà ai ferraresi? E quanto interesse andrà esclusivamente alle imprese?” ha domandato.

“La vicenda di Villanova la conosco bene – ha replicato il vicesindaco Lodi – così come conosco bene Villanova, dove per anni nessuno ha mai mosso un dito in quella frazione. Quello di Villanova è un problema sentito, che abbiamo affrontato una decina di volte, ma non vedo richieste di riunioni o al sottoscritto da parte dell’opposizione di un incontro chiarificatore con dirigenti e tecnici, oggi non c’è. Se oggi siamo qui è perché siamo sempre di fronte a scelte politiche che valutano il peso degli investimenti. Però quando si parla di discrezione dei dirigenti allora devo dire che si tratta di una assurdità“.

“Si chiamano dirigenti – ha proseguito il vicesindaco – perché devono rispettare norme nazionali e regionali alle quali oggi non mi sembra che la Regione o la Provincia abbia detto no. Oggi nessuno ha manifestato preoccupazioni: l’ho fatto io, l’ha fatto il gruppo di maggioranza e altri timidamente si sono astenuti, qualcuno contrario e altri a favore. Sapevamo che sarebbe stato un impatto importante per Villanova, così come sapevamo che questa autorizzazione arriva da Arpae. Il parere dell’Ufficio Mobilità lo abbiamo rilasciato perché la norma ci consente di rilasciare i permessi”.

Lodi ha concluso: “Sembra che tutti abbiano lavorato male o che il loro potere discrezionale abbia portato all’approvazione discrezionale di questa centrale. E invece no, la legge ce lo permette. Noi avevamo detto no e sempre detto no, ma gli strumenti che ci permettono di fermare un progetto di questa entità li abbiamo utilizzati. Poi se si vuole strumentalizzare e far politica come ha fatto il Pd, lo si faccia. Ma quando si vuole imporre a un dirigente un potere discrezionale per dire di no, nasce un muro che io difendo. I miei dirigenti hanno lavorato in base alle norme e a un regolamento che glielo consente. Se oggi Arpae ci dichiara che le norme sono state rispettate, non vedo perchè oggi bisogna fare politica su una sensibilità diversa. Dispiace si sia persa un’altra occasione”.

 

 

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