Scortichino risponde alla riunione pubblica di martedì sera
E’ una Bondeno in salute quella che viene descritta dall’Amministrazione comunale, durante l’incontro pubblico svolto martedì sera nella sede della Filarmonica Verdi di Scortichino
E’ una Bondeno in salute quella che viene descritta dall’Amministrazione comunale, durante l’incontro pubblico svolto martedì sera nella sede della Filarmonica Verdi di Scortichino
Bondeno. Il ristorante, per una qualche ragione, è spesso un luogo in cui si consuma un delitto. Almeno nei romanzi. Probabilmente perché, nella nostra cultura, consumare il pasto implica una conversazione e un sistema di relazioni sociali. Fatto sta che anche...
Come verrà annunciato nel corso degli incontri frazionali della Giunta – dopo Stellata e Scortichino, sarà la volta di Pilastri – stanno prendendo forma sul territorio i nuovi interventi riguardanti asfalti e marciapiedi
Hanno rubato oltre mille euro di tonno in scatola dagli scaffali di un supermercato di Bondeno e, dopo le indagini dei carabinieri, lo scorso 1° marzo. sono stati denunciati alla Procura di Ferrara per furto aggravato in concorso. Protagonisti della vicenda un uomo quasi 30enne e due donne poco più che 20enni
Politiche per la scuola, nuovo statuto comunale, e anche una serie di adempimenti importanti. Quello che rimarrà probabilmente agli atti come l’ultimo consiglio comunale dell’inverno ha permesso di adempiere a una serie di scadenze
Bondeno. “Si sentiva rifiutato e diffamato dalla donna” e per questo motivo l’ha uccisa violentemente, come dimostrato dalle “brutali modalità di aggressione” che hanno fatto emergere “il movente omicidiario, il desiderio di vendetta da cui ha preso le mosse l’azione”.
È quanto emerge dalle cento pagine di motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Assise di Ferrara, lo scorso 17 gennaio, ha condannato all’ergastolo il 47enne Doriano Saveri per l’omicidio aggravato di Rossella Placati, 51 anni, avvenuto tra il 21 e il 22 febbraio nella casa di lei a Borgo San Giovanni, alle porte di Bondeno.
Motivazioni che confermano quanto già era emerso durante il processo, che nei mesi scorsi ha “inconfutabilmente provato che l’unica persona che nutriva profonda acrimonia nei confronti della vittima era Saveri“, seppur quest’ultimo non abbia mai confessato il fatto.
Stando a quanto si legge nel documento redatto dal giudice estensore Alessandra Martinelli, l’azione di Saveri si concretizzò al piano superiore della casa, nella “stanza del trucco” dove Placati, mentre si trovava ancora in accappatoio e stava per farsi la doccia, venne aggredita.
L’uomo infatti, che “poteva aggirarsi indisturbato nella casa“, si era precedentemente procurato “dalla cucina un coltello a lama liscia e un mezzo contundente robusto (dal magazzino-garage, ove si trovavano strumenti edili, a lui prontamente reperibili in quanto muratore)” e poi aveva salito le scale “senza destare alcun sospetto nella donna, che non approntava nessuna forma di difesa […] e, senza lasciarle scampo, la colpiva prima con un “destro” alla parte sinistra del volto e, pressoché contemporaneamente, con la mano sinistra che impugnava il coltello, l’attingeva con quattro fendenti“.
La brutalità dell’azione prosegue e i dettagli con cui viene descritta sono agghiaccianti: “Infine, quando il corpo si trovava ormai esanime accasciato a terra, la colpiva, almeno quattro-cinque volte al capo, cagionandole quello che i medici legali hanno definito ‘sfacelo cranico‘. Insomma, un “atto intensamente, profondamente, voluto come dimostrato dalla rapida e spietata azione omicidiaria, che non ha lasciato scampo alla vittima“.
Da qui il movente individuato dalla Corte d’Assise, secondo cui Saveri, ammazzando Placati, “non solo voleva ucciderla” ma “voleva eliminare colei che era divenuta la fonte della sua disperazione, della sua rovina, del suo stato di ‘demolizione’ interiore come dal medesimo definito, lasciandolo senza un futuro“.
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