Cronaca
6 Aprile 2023
L'ex assessora: "In quel momento non emergevano particolari questioni sulla presenza della criminalità organizzata nigeriana"

Mafia nigeriana. Sapigni sentita in aula sulle “percezioni soggettive”

di Davide Soattin | 3 min

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Si sta avvicinando alla conclusione il processo alla presunta mafia nigeriana, che si sta celebrando in questi mesi in tribunale a Ferrara.

Nell’udienza di ieri (mercoledì 5 aprile) è stata sentita Chiara Sapigni, ex assessora della giunta di Tiziano Tagliani dal 2009 al 2019, finita nell’occhio del ciclone per l’infelice uscita sullepercezioni soggettive“.

Un’affermazione, questa, che Sapigni fece a febbraio 2011, quando aveva la delega all‘Immigrazione, al termine di una conferenza stampa in cui era appena stato sottoscritto un pacchetto sicurezza in collaborazione con la Prefettura.

Passando dalla politica alla cronaca giudiziaria, davanti al tribunale collegiale con presidente il giudice Sandra Lepore e a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli, l’ex assessora è stata chiamata a chiarire alcuni aspetti relativi alla Festa della Legalità 2012. A quell’iniziativa, patrocinata e finanziata dal Comune di Ferrara, e presentata alla presenza del viceprefetto, era presente, Emmanuel Okenwa, detto Bugi  (o Boogye) che suonò come dj di musica afro-beat.

Un evento in cui l’associazione dei cittadini di nazionalità nigeriana aveva contestualmente chiesto la possibilità di celebrare anche la festa d’indipendenza del loro Paese.

L’ex assessora ha affermato che “in quel momento non emergevano particolari questioni sulla presenza della criminalità organizzata nigeriana“, che “nemmeno era presente nella ricerca sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna di Enzo Ciconte”, presentata proprio in quella circostanza.

Quanto ai tavoli istituzionali di lavoro e confronto con le forze dell’ordine, Sapigni ha poi sottolineato che diversi erano i temi trattati durante gli incontri, ma tutti in un’ottica di inclusione positiva, al fine di “non discriminare e fare dell’erba tutto un fascio, perché non tutti i nigeriani spacciavano“.

Sulle zone dello spaccio in città, infine, oltre a quelle già conosciute dalle cronache locali, l’assessora ha evidenziato come anche l’area di via Baluardi fosse attenzionata, tant’è che “la Questura ci chiese la disponibilità di mettere telecamere mobili“.

Durante l’udienza sono poi state raccolte le dichiarazioni spontanee di alcuni imputati. Su tutti, quella proprio di Okenwa che, sulla scia di quanto affermato alcune settimane fa, ha ribadito di essere stato, fino all’arresto, sia regista che maestro di ballo e polistrumentista che, per le sue capacità, era stato coinvolto anche in progetti di alcuni famosi artisti nigeriani, come testimoniato da due video riprodotti in aula.

A seguire, è stato sentito anche Albert Emmanuel detto ‘Ratty‘ o ‘Raska‘ che, secondo la Procura, sarebbe stato il ‘coordinator‘ di Padova. Un’accusa, questa, che l’uomo ha respinto al mittente, affermando di non aver mai avuto nessuno alle sue dipendenze, né tantomeno di aver mai lavorato per qualche organizzazione o di aver fatto parte del clan dei Vikings.

Emmanuel, nella propria deposizione, non si è comunque sottratto alle proprie responsabilità. Ha ammesso, infatti, di essere stato protagonista di alcune azioni illecite per aiutare la propria famiglia, per cui sta pagando e per cui ha chiesto “scusa allo Stato italiano“, ma allo stesso tempo ha ribadito con forza di “non essere mai stato a capo di nessun traffico di droga“.

“Qui si parla della mia vita che è nelle vostre mani – ha concluso, rivolgendosi al giudice – e ancora una volta dico di essere estraneo ai fatti che oggi mi vengono contestati“.

Si torna in aula giovedì 13 aprile.

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