Potrebbe costare caro, al vicesindaco Nicola Lodi, l’inseguimento di un ‘runner‘ per le vie di Ferrara durante il lockdown di tre anni fa, quando – anche con l’aiuto di un megafono – il braccio destro del sindaco Alan Fabbri lo aveva tallonato con l’obiettivo di farlo smettere, senza poi esitare a pubblicare il tutto su Facebook, esponendo così l’uomo agli inevitabili commenti social.
Oggi, infatti, per quei fatti potenzialmente diffamatori, ‘Naomo’ rischierebbe di dover risarcire il corridore con 50mila euro, dal momento che quest’ultimo, come attestano certificati medici, era autorizzato a muoversi per la città per motivi di salute e, proprio per questo motivo, il suo legale ha presentato una richiesta di risarcimento danni.
L’apertura del procedimento civile dovrebbe essere fissata per il 15 marzo, quando Lodi – che già in passato aveva provato a scusarsi per quanto accaduto – dovrà difendersi dall’accusa di una diffamazione grave data sì dalla sua notorietà, ma anche dall’eventuale rilevanza penale dei fatti, oltre che dall’ampia diffusione e risonanza mediatica delle dirette Facebook, tant’è che furono duecento gli utenti del web che commentarono, anche con una serie di espressioni ingiuriose nei confronti dell’atleta.
Da parte dell’avvocato Palazzi, comunque, non c’è nessuna volontà di andare allo scontro frontale con il vicesindaco: “Quello nei confronti del mio assistito è stato un danno importante, verso una persona che non stava bene e all’epoca dei fatti ha subito un danno grave. Purtroppo però tutto ciò è già accaduto. Oggi posso solo dire che da parte nostra non c’è volontà di accanimento verso chi ha sbagliato. Vedremo se si assumerà le sue responsabilità con un’eventuale lettera di scuse e alcune proposte per chiudere la vicenda”.
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