Cronaca
27 Gennaio 2023
Si tratta del viceprefetto Vincenzo Martorano e della psicologa di Asp, Valentina Marzola. Confermata la richiesta di rinvio a giudizio per presidente, vice e consigliera della cooperativa

Inutilizzabili le intercettazioni, chieste due assoluzioni nel processo alla coop Vivere Qui

di Davide Soattin | 1 min

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Colpo di scena nel processo alla Cooperativa Vivere Qui. Nella mattinata di ieri infatti, giovedì 26 gennaio, il giudice Sandra Lepore ha dichiarato inutilizzabili tutte le intercettazioni telefoniche, accogliendo l’eccezione presentata nell’ultima udienza del 6 dicembre da Fabio Anselmo e Riccardo Venturi, i legali difensori del viceprefetto Vincenzo Martorano e della psicologa Asp, Valentina Marzola.

Per questo motivo, essendo venuta meno una delle prove più importanti, se non la più importante, a carico di questi ultimi due, entrambi imputati per i reati di abuso d’ufficio per aver omesso i dovuti controlli nel sistema Cas, il pm Andrea Maggioni ne ha chiesto l’assoluzione.

Diversamente, dopo la discussione, il sostituto procuratore ha invece confermato la richiesta di rinvio a giudizio per Thomas Atongi Kuma, Nathalie Beatrice Djoum ed Eva Rosa Lombardelli, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliera di Vivere Qui, cooperativa che gestiva cinque Centri di accoglienza migranti tra Vigarano e Poggio Renatico, accusati di truffa aggravata, falso e inadempimento contrattuale in pubbliche forniture, difesi dall’avvocato Stefano Scafidi.

Su questo e sulla richiesta di assoluzione per Martorano e Marzola si esprimerà il giudice, che ieri si è riservato di decidere, in attesa della prossima udienza in programma martedì 21 marzo.

 

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