Grattacielo, Fabbri non fa retromarcia: il Palapalestre chiude
Il sindaco Alan Fabbri non fa retromarcia e conferma che non ci sarà alcuna proroga per l’accoglienza al Palapalestre, allestito dopo l’incendio della torre B del Grattacielo
Il sindaco Alan Fabbri non fa retromarcia e conferma che non ci sarà alcuna proroga per l’accoglienza al Palapalestre, allestito dopo l’incendio della torre B del Grattacielo
Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo. Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo
Fatta eccezione per alcune lievi difformità, che hanno comportato l'emissione di specifiche prescrizioni, uno dei primi controlli effettuati nelle discoteche e nei locali di pubblico spettacolo della città, disposto dall'osservatorio provinciale istituito dalla Prefettura di Ferrara dopo i fatti di Crans-Montana, è avvenuto senza riscontrare gravi criticità
L'appuntamento è fissato in via Tumiati alle 14 di domenica 18 gennaio per manifestare solidarietà nei confronti degli sfollati dopo l'incendio al Grattacielo
Lo chiedono - con una pec inviata formalmente al prefetto Massimo Marchesiello e al sindaco Alan Fabbri - tutte le forze politiche di opposizione: a partire da La Comune di Ferrara (capofila), dal Partito Democratico al Movimento Cinque Stelle, fino alla Civica Anselmo
È stato sentito ieri (mercoledì 18 gennaio) davanti al collegio giudicante, presieduto dal giudice Piera Tassoni, con a latere i giudici Alessandra Martinelli e Carlotta Franceschetti, l’assistente capo della polizia penitenziaria Cristiano Valentino, imputato per concussione, furto aggravato in concorso e istigazione non accolta a commettere un reato.
Nello specifico, l’uomo – secondo le accuse – avrebbe minacciato dei detenuti per ottenere sigarette e i soldi che arrivavano con i pacchi delle famiglie. E poi avrebbe fatto rubare l’auto di un suo superiore, con cui era da tempo in rotta di collisione, e istigato uno dei ristretti affinché desse fuoco all’automobile che gli rimaneva.
E proprio su questi ultimi due punti si è concentrato l’esame dell’imputato che, difeso dall’avvocato Denis Lovison, ha risposto alle domande avanzate della pm Isabella Cavallari, mantenendo la propria linea difensiva e negando con un secco “assolutamente no” le presunte ripicche verso il suo superiore.
Durante l’udienza sono poi stati sentiti i colleghi di Cristiano Valentino, gli agenti Tronca, De Cristofaro, De Pasquale e Pasquariello che, nel corso della loro deposizione, rispetto ai reati di furto aggravato in concorso e istigazione non accolta a commettere un reato, a loro volta, hanno escluso il possibile coinvolgimento dell’imputato nei fatti.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 14 giugno, quando saranno sentiti due detenuti, oggi non più in carcere a Ferrara.
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