Mesola
11 Settembre 2019
L'antologia presentata a Padova racconta anche la storia di Dante Salvadego, nonno del vicesindaco di Mesola Elisa Bellini

“Fiori dal Lager”, un libro per dare voce agli internati militari

di Redazione | 2 min

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Martina Boscolo, Antonella Guarnieri, Silvia Pascale ed Elisa Bellini

“Diamo voce alla storia degli Imi”. L’obiettivo del l libro “Fiori dal Lager” a cura di Silvia Pascale è stato pienamente raggiunto anche a Padova, dove il Museo Nazionale dell’Internamento ha ospitato la presentazione dell’antologia delle storie degli internati militari italiani, in collaborazione con l’associazione nazionale Ex Internati nei Lager Nazisti.

Tra le pagine è narrata anche la storia di Dante Salvadego, nonno materno del vicesindaco del Comune di Mesola Elisa Bellini, premiato nel 2016 a Ferrara con medaglia d’onore alla memoria.

All’appuntamento, oltre a Pascale e Bellini, sono intervenute Luana Collacchioni dell’Università degli studi di Firenze, la docente Francesca Piaser e Antonella Guarnieri, responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara. In sala erano presenti numerosi familiari degli internati, oltre ad autorità civili e militari, tra cui i rappresentanti dei comuni di nascita degli ex internati.

Dante Salvadego

Dante Salvadego era nato ad Ariano Polesine nel 1919 (in sala era presente l’assessore Martina Boscolo in rappresentanza del Comune di Ariano), trascorreva gran parte dell’anno a Mesola in campagna dai parenti; è morto a Milano nel 1994. Bersagliere durante la seconda guerra mondiale, è stato catturato in Croazia dopo l’8 settembre 1943, deportato e internato nello stalag IXB di Bad Orb in Germania e costretto al lavoro coatto presso le ferrovie. Si ammalò a causa di una ferita al braccio destro procurata durante il lavoro in ferrovia con il piccone a cui seguì una grave infezione, si salvò solo grazie all’arrivo degli Alleati in quanto ormai inabile al lavoro era destinato alla camera a gas.

“È stato un pomeriggio denso di emozioni e ricordi – commenta Elisa Bellini -. Mio nonno ha avuto la fortuna di salvarsi, molti altri giovani invece non hanno fatto ritorno a casa. L’antologia racconta tante storie che hanno in comune la sofferenza, la fame e il pensiero dei propri cari sempre nel cuore. Attraverso il lavoro di ricerca della Pascale le storie degli Imi stanno avendo voce”.

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