Giovane studente bullizzato denuncia grazie alla lezione dei Carabinieri
Per quasi sei mesi era stato preso di mira da parte di un coetaneo che con ripetute minacce lo aveva convinto a pagare, in più occasioni, alcune somme di denaro
Per quasi sei mesi era stato preso di mira da parte di un coetaneo che con ripetute minacce lo aveva convinto a pagare, in più occasioni, alcune somme di denaro
Il giovane è accusato di spaccio e di morte come conseguenza di altro reato per il decesso di Edoardo Bovini, stroncato da un malore nell’agosto 2023. L’autopsia evidenziò il nesso tra la droga e una patologia cardiaca
Nella giornata di giovedì 5 marzo gli investigatori della Squadra Mobile hanno portato a termine un’operazione di prevenzione e repressione dello spaccio nella zona del Barco
La giudice dell’udienza preliminare Sandra Lepore ha deciso di trasmettere gli atti alla Procura di Varese nell’ambito del procedimento che vede coinvolto il noto imprenditore ferrarese Andrea Zironi
Si era avvicinato alle spalle mentre lei stava ballando. Uno strusciamento, i palmi appoggiati sulle cosce e quel movimento che lo portò a sfiorarle il seno
Venticinquemila euro in contanti, da far transitare dalla Caritas alla famiglia della vittima, in cambio del silenzio sulle azioni di don Giuseppe Rugolo, il giovane sacerdote arrestato circa un anno fa a Ferrara e da allora ai domiciliari e oggi a processo davanti al tribunale di Enna.
È quanto la diocesi di Piazza Armerina avrebbe offerto per il silenzio sulle violenze sessuali che il sacerdote avrebbe compiuto tra il 2009 e il 2013 nei confronti di un giovane, che all’epoca dei fatti aveva tra i 16 e i 20 anni.
La circostanza è stata testimoniata da Antonio Ciavola, ex dirigente della Squadra mobile di Enna (ora in servizio a Caltanissetta), sentito per quattro ore nell’udienza di venerdì 29 aprile. Il poliziotto riferito che la proposta venne avanzata dal vescovo Rosario Gisana, ma che il giovane la rifiutò, ritenendola immorale e illecita.
In aula – riporta l’Ansa – sono state lette anche alcune chat a sfondo sessuale intercorse tra Rugolo e alcuni ex alunni della scuola dove per anni ha insegnato, nonché con giovani residenti nel territorio di Ferrara dove il sacerdote era stato trasferito. Secondo gli inquirenti, il modus operandi del giovane prete era teso ad agganciare i giovani in condizione di fragilità psicologica.
“Sentiremo anche la versione del vescovo e dell’avvocato che seguì la trattativa e vedremo quale documentazione in più ci sarà”, commenta l’avvocato Denis Lovison, del foro di Ferrara, componente del collegio difensivo di Rugolo.
“Intanto è stato confermato che nessun materiale pedopornografico è stato ritrovato in nessun dispositivo informatico – prosegue il legale -. Ora aspettiamo di sentire i testi e tra loro il perito informatico. Da rilevare, dato che è stato descritto come un mostro, che lo stesso giorno in cui è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, Ciavola fece un appello nella trasmissione ‘Chi l’ha visto’, su Rai Tre, per invitare chi avesse subito abusi a presentarsi: nessuno si è presentato. E ricordo che non esistono testimoni diretti dei fatti, solo persone alle quali dopo anni è stato raccontato che don Giuseppe avrebbe fatto qualcosa, o meglio, indotto qualcuno a fare qualcosa. Siamo fiduciosi, faremo emergere la verità dei fatti”.
La prossima udienza è in calendario il 7 luglio, quando verrà sentita la vittima, parte civile nel processo.
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