Pontegradella, raffica di controlli dei Carabinieri dopo l’allarme furti
Pontegradella sotto osservazione speciale dopo le numerose segnalazioni di furti e tentati furti arrivate nei giorni scorsi dai residenti
Pontegradella sotto osservazione speciale dopo le numerose segnalazioni di furti e tentati furti arrivate nei giorni scorsi dai residenti
Avrebbe maltrattato il figlio minorenne - da pochi giorni maggiorenne - in diverse occasioni. Davanti ai giudici è finita una donna di 54 anni, accusata di maltrattamenti contro famigliari e conviventi
È stato notato mentre tentava di vendere hashish, poi gli agenti della Polizia Locale hanno proseguito la perquisizione in casa. Lì hanno trovato poco più di 200 grammi di sostanza stupefacente oltre a materiale per il taglio e il confezionamento
"Ci manchi. Sei sato e sarai sempre la nostra ispirazione. Forever in our hearts". Così la band ferrarese Fankaz saluta Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso accoltellato nel parcheggio della stazione dei treni di Bologna, che del gruppo era chitarrista e voce
Incendio nella lavanderia di via XXV Aprile: un forte odore di plastica bruciata ha invaso la casa di Marco Falciano e della moglie Leila Mazdai, incinta. I due sono stati portati al pronto soccorso e dimessi senza conseguenze
Venticinquemila euro in contanti, da far transitare dalla Caritas alla famiglia della vittima, in cambio del silenzio sulle azioni di don Giuseppe Rugolo, il giovane sacerdote arrestato circa un anno fa a Ferrara e da allora ai domiciliari e oggi a processo davanti al tribunale di Enna.
È quanto la diocesi di Piazza Armerina avrebbe offerto per il silenzio sulle violenze sessuali che il sacerdote avrebbe compiuto tra il 2009 e il 2013 nei confronti di un giovane, che all’epoca dei fatti aveva tra i 16 e i 20 anni.
La circostanza è stata testimoniata da Antonio Ciavola, ex dirigente della Squadra mobile di Enna (ora in servizio a Caltanissetta), sentito per quattro ore nell’udienza di venerdì 29 aprile. Il poliziotto riferito che la proposta venne avanzata dal vescovo Rosario Gisana, ma che il giovane la rifiutò, ritenendola immorale e illecita.
In aula – riporta l’Ansa – sono state lette anche alcune chat a sfondo sessuale intercorse tra Rugolo e alcuni ex alunni della scuola dove per anni ha insegnato, nonché con giovani residenti nel territorio di Ferrara dove il sacerdote era stato trasferito. Secondo gli inquirenti, il modus operandi del giovane prete era teso ad agganciare i giovani in condizione di fragilità psicologica.
“Sentiremo anche la versione del vescovo e dell’avvocato che seguì la trattativa e vedremo quale documentazione in più ci sarà”, commenta l’avvocato Denis Lovison, del foro di Ferrara, componente del collegio difensivo di Rugolo.
“Intanto è stato confermato che nessun materiale pedopornografico è stato ritrovato in nessun dispositivo informatico – prosegue il legale -. Ora aspettiamo di sentire i testi e tra loro il perito informatico. Da rilevare, dato che è stato descritto come un mostro, che lo stesso giorno in cui è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, Ciavola fece un appello nella trasmissione ‘Chi l’ha visto’, su Rai Tre, per invitare chi avesse subito abusi a presentarsi: nessuno si è presentato. E ricordo che non esistono testimoni diretti dei fatti, solo persone alle quali dopo anni è stato raccontato che don Giuseppe avrebbe fatto qualcosa, o meglio, indotto qualcuno a fare qualcosa. Siamo fiduciosi, faremo emergere la verità dei fatti”.
La prossima udienza è in calendario il 7 luglio, quando verrà sentita la vittima, parte civile nel processo.
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