Copparo
4 Novembre 2026

Copparo celebra le Forze armate e ricorda i quattro militari italiani deceduti in Bosnia

di Redazione | 2 min

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Copparo. Copparo ha celebrato nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre il 108° anniversario della Vittoria, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, con una commemorazione in ricordo dei Caduti di tutte le guerre.

Autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma, realtà associative e territoriali si sono ritrovati davanti alla Fontana Monumentale, in piazza della Libertà. Alla cerimonia hanno partecipato il comandante della Compagnia Carabinieri, maggiore Alessandro Volpini, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Copparo, luogotenente Giuseppe Zurlo, e il comandante del Corpo di Polizia Locale Terre e Fiumi, ispettore Giulio Sinchetto.

Davanti al monumento, sul quale sono incisi i nomi dei copparesi caduti in tutti i conflitti, la commemorazione si è aperta con l’esecuzione dell’Inno nazionale, seguita dalla deposizione della corona d’alloro e dalla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il vicesindaco Bruna Cirelli ha voluto rivolgere un pensiero particolare ai quattro militari italiani che hanno perso la vita il 29 ottobre scorso, nel tragico incidente dell’elicottero impegnato nella missione internazionale Eufor Althea, in Bosnia-Erzegovina: il sergente maggiore Simone Ruggia, il sergente maggiore Claudio Marchesi, entrambi dell’Esercito Italiano, il capitano Franco Adriano Zecchillo e il sergente maggiore Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

«Quattro persone che hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio servizio, lontano da casa e dai loro affetti – ha ricordato il vicesindaco –. Alle loro famiglie, ai colleghi e a quanti oggi ne piangono la scomparsa giunga la vicinanza sincera di tutta la comunità di Copparo. Il loro sacrificio ci ricorda quanto dobbiamo alle donne e agli uomini in divisa, che ogni giorno operano per la nostra sicurezza, nelle nostre città come nelle missioni internazionali, dove contribuiscono a garantire la pace, la stabilità e il rispetto dei diritti umani. Un impegno che richiede preparazione, dedizione e coraggio e che, purtroppo, può comportare anche il sacrificio della propria vita».

La cerimonia si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo celebrata da don Sylvain.

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