Cronaca
5 Novembre 2026
Lo studioso di fama internazionale della criminalità organizzata è intervenuto al Tg3 Emilia Romagna per parlare del caso che ha scosso Ferrara

‘Ndrangheta a Ferrara. Varese: “C’era già qualche indicazione”

di Redazione | 3 min

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“C’era già qualche indicazione. C’erano, ad esempio, degli incendi dolosi nei confronti di esercenti in centro e quello faceva un po’ sospettare”. Federico Varese, professore di Sociologia e ricercatore al Centre d’Études Européennes et de Politique Comparée di Sciences Po a Parigi, studioso di fama internazionale della criminalità organizzata, è intervenuto al Tgr Emilia-Romagna per commentare l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ha coinvolto Ferrara.

L’indagine, che collega Ferrara ad Aprilia, nel Lazio, ipotizza un sistema di presunte estorsioni e proventi dello spaccio di cocaina reinvestiti nei kartodromi. Tra gli indagati figurano persone che avrebbero legami con le cosche di ’ndrangheta Alvaro di Sinopoli e Gallace di Guardavalle. Si tratta, naturalmente, di ipotesi investigative ancora da verificare in sede giudiziaria.

Per Varese, tuttavia, quanto emerso rappresenta un elemento di particolare rilevanza. “In passato ci sono anche stati degli studi che indicavano Ferrara come territorio a rischio. Però certo questa è una risultanza ancora da provare, ma comunque molto seria”, osserva il sociologo, richiamando alcuni segnali che avevano già destato preoccupazione, tra cui gli incendi dolosi ai danni di attività commerciali.

Varese invita inoltre a non sovrapporre l’inchiesta attuale al fenomeno della mafia nigeriana, già emerso in passato sul territorio ferrarese. “Il fenomeno della mafia nigeriana era molto diverso perché era un fenomeno di spaccio che non toccava la politica. Qui, come sappiamo, sono invece coinvolti un assessore e dei funzionari del Comune per il momento, quindi è un fenomeno molto diverso”.

Tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni della ‘Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara ci sono l’assessore Francesco Carità e due funzionari del Comune.

Una distinzione che, secondo il professore, rende ancora più importante affrontare la vicenda senza sottovalutarne la portata.

Intervenendo sulla commissione istituita dal Comune di Ferrara, Varese indica la necessità di garantire un’effettiva indipendenza del lavoro. “Sarebbe bene che in questa commissione ci fossero anche persone esterne, come giudici in pensione o avvocati particolarmente noti, magari anche non di Ferrara, per poter essere sicuri veramente che questa commissione sia indipendente e che magari porti delle proposte”.

Per il sociologo, non è sufficiente istituire un organismo formale: occorre una precisa volontà politica di prevenire le infiltrazioni e di coinvolgere più soggetti. “Servirebbe una volontà politica di assicurarsi che questo tipo di fenomeni non avvengano e bisognerebbe coinvolgere anche le opposizioni, la società civile e non trovare solamente una soluzione burocratica e tecnica, perché quelle si possono aggirare facilmente e lo dimostrano anche molti studi”.

L’obiettivo, dunque, dovrebbe essere quello di costruire un percorso capace di produrre proposte concrete, con il contributo di professionalità esterne all’amministrazione e di una pluralità di forze politiche e sociali.

Infine propone una riflessione sulla vulnerabilità economica del territorio. Ferrara, provincia che secondo il quadro richiamato nell’intervento si trova in una condizione di particolare fragilità, non dovrebbe considerare l’arrivo di capitali sospetti una possibile soluzione alle difficoltà di sviluppo.

“Bisogna stare attenti – conclude Varese – a non cercare delle scorciatoie per lo sviluppo economico della provincia. La scorciatoia può essere accettare denaro e capitali di cui non si sa bene l’origine, credendo che sia una soluzione per il futuro della città. Invece sappiamo bene che non lo è e anzi peggiora la possibilità di uno sviluppo futuro”.

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