Si è svolta in piazza della Cattedrale la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, un momento solenne per rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e per riconoscere il quotidiano impegno delle donne e degli uomini in uniforme al servizio del Paese, delle sue istituzioni e dei suoi cittadini.
Le celebrazioni di quest’anno assumono un significato particolarmente intenso, segnato dalla profonda commozione per la tragica scomparsa di due militari italiani e due volontari della Croce Rossa Italiana, impegnati nella missione Eufor in Bosnia-Erzegovina. Una perdita che ha profondamente colpito l’intera famiglia della Difesa e il Paese, richiamando con ancora maggiore forza il valore del servizio, del sacrificio e della dedizione di quanti operano quotidianamente al servizio dell’Italia.
Alla cerimonia hanno preso parte Autorità Civili, Militari e Religiose, tra cui il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, il vice sindaco Alessandro Balboni e il comandante del Coa, generale Luca Maineri, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, agli studenti, agli esponenti delle associazioni combattentistiche e d’Arma e alla cittadinanza.
Le celebrazioni nazionali si articolano in diversi momenti istituzionali e commemorativi, tra cui la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria a Roma, da parte del Presidente della Repubblica, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, e dalle più alte cariche dello Stato, e la cerimonia militare nazionale in programma a Firenze. A questi appuntamenti si affiancano le numerose iniziative organizzate nelle città e nelle province italiane, tra cui Ferrara, a testimonianza del profondo legame tra le Forze Armate e le comunità del territorio. Nell’ambito dell’iniziativa “Caserme Aperte” promossa dallo Stato Maggiore Difesa, sarà inoltre visitabile a Ferrara, sino alle ore 17 del 4 novembre, il Palazzo dell’Aeronautica (viale Cavour 118), nella sua parte architettonica più significativa, opera dell’Ingegnere Giorgio Gandini.
A Roma, presso il Circo Massimo, il Villaggio Difesa, che era stato pensato come uno spazio di incontro tra le Forze Armate e i cittadini, è diventato uno spazio di raccoglimento, memoria e partecipazione nel quale l’intera comunità nazionale si è stretta idealmente attorno ai nostri Caduti in Bosnia, alle loro famiglie e ai feriti. Il Villaggio – che chiuderà oggi – è diventato un luogo dove moltissimi cittadini hanno manifestato la propria vicinanza portando un fiore, lasciando un biglietto, dedicando una preghiera.
Il motto che accompagna le celebrazioni di quest’anno, “Forze Armate: a difesa della nostra libertà”, racchiude il significato profondo del 4 Novembre: custodire la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per l’Italia e testimoniare il valore dell’impegno di chi, oggi, continua a servire il Paese, contribuendo alla sicurezza, alla libertà e alla difesa dei valori costituzionali.