“Immagina di non poter entrare a casa tua ma di essere obbligato a pagare comunque mutuo e tasse. Un ingiustizia, no?”. Inizia così un reel sui social nel quale Francesca Romana D’Antuono e Valentina Caracci di Volt annunciano di aver presentato un’interrogazione al Parlamento europeo sul Grattacielo di Ferrara.
Nel testo dell’interrogazione, firmata anche da esponenti dei Verdi, del Pd e del Movimento 5 Stelle si trova un breve riassunto degli ultimi 10 mesi, da quando un principio di incendio ha portato all’evacuazione completa del complesso privato. Circa 500 persone rimaste senza casa, 185 appartamenti sgomberati.
“Perché – si domandano le esponenti di Volt – dopo quasi 10 mesi si è scelto di lasciare le persone per strada in un comune amministrato da chi ha fatto della sicurezza e della lotta al degrado la propria battaglia politica”. Nel video compare la foto del sindaco Alan Fabbri, alle sue spalle il Grattacielo.
“Noi di Volt – proseguono – non ci stiamo. L’amministrazione Fabbri non risponde, la maggioranza in parlamento fa finta di niente. Ma noi non ci arrendiamo”.
All’Unione Europea chiedono come possa aiutare a sbloccare i lavori e come si possa garantire a chi viene evacuato di non finire per strada. E ancora: “È giusto che una persona debba continuare a pagare le rate di una casa che è inagibile per problemi di sicurezza sui quali non può intervenire da sola?”
Non manca un attacco alla Lega che esprime il sindaco di Ferrara, alla guida una coalizione di centrodestra.
Ricordano che gli esponenti del Carroccio hanno “sempre detto che la proprietà privata non si tocca, eppure per gli abitanti del grattacielo non c’è stata nessuna tutela”.
E ancora: “Se lasciamo che questa storia cada nel silenzio come facciamo a sapere che i prossimi non saremo noi? Se la zona in cui abiti non è magari nel centro storico elegante, ci sono magari nel tuo palazzo dei problemi di manutenzione che non possono essere risolti nonostante tutti i soldi che hai versato, chi te lo dice che con un’ordinanza tu non possa essere semplicemente sbattuto fuori di casa?”
“La Commissione Europea – concludono – avrà sei settimane per rispondere alla nostra interrogazione. Noi continueremo a chiedere soluzioni, perché la casa non è un lusso, è un diritto. Ora e per sempre”.
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