Basket
1 Novembre 2026
Il coach ferrarese non risparmia complimenti a squadra e staff: “Non abbiamo mai mollato, questa è la dimostrazione di ciò che sono questi ragazzi. Siamo uniti nel bene e nel male per Ferrara”

Cuore, carattere e una rimonta da urlo per l’Adamant: Bianchi applaude i suoi

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 2 min

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di Nicolò Govoni

È stata una girandola di emozioni la serata della Bondi Arena: l’incredibile rimonta e la gioia finale riecheggiano nelle parole post-partita di coach Simone Bianchi, che si gode il riaggancio alla vetta del girone grazie alla vittoria con la Rucker San Vendemiano.

Questa sera è stata la “dimostrazione di quello che sono questi ragazzi”, commenta l’allenatore biancazzurro. “Dal punto di vista emotivo non vogliono mollare mai. Sul -7 ci abbiamo creduto, pur sapendo di avere davanti una squadra forte. Certo, c’è merito nostro e demerito dei nostri avversari, ma siamo fieri di avere dei giocatori così. Il mio giudizio non sarebbe cambiato se avesse vinto San Vendemiano: perché i ragazzi non hanno mai mollato”.

Una vittoria di attributi e di cuore. “Giocare in casa e vincere con certe avversarie vale il doppio. Noi siamo Ferrara e dobbiamo fare l’impossibile per vincere, a prescindere da chi abbiamo di fronte. Sicuramente non si potrà sempre vincere: ma per adesso ci siamo”.

“Il nostro Dna è ben impresso”, prosegue Bianchi. “Ognuno mette in campo ciò che ha, perché è un gruppo compatto: tutti stanno bene insieme. Faccio i complimenti ai ragazzi e allo staff. Respiriamo un bel clima, e quando si sta bene poi si dà un qualcosa in più”.

E proprio questa unità d’intenti “è la cosa più bella, capire che c’è qualcosa che deve essere sopra a tutto: Ferrara. Siamo uniti sotto quel nome e sotto questo stemma, nel bene e nel male”.

Sul piano tattico, “in settimana ci lavoriamo molto, ma la bravura sta nel risolvere i problemi in campo. Su questa cosa i ragazzi sono molto sul pezzo, perché ci dedichiamo molto tempo in allenamento. Sicuramente volevamo ridurre le rotazioni sui loro pick and roll, limitandolo a un gioco a due. Delfino da cinque ha avuto un grande impatto, mentre Jovanovic da finto quattro ci ha fatto alzare la pressione in difesa”.

“Le statistiche”, conclude il coach, “parlano da sole. Se tiri con un 12/21 da tre punti viene tutto più facile. Poi, mettere il tiro nel momento giusto fa la differenza: l’importante è creare tiri buoni, e per adesso c’è la qualità nella costruzione dei nostri tiri. Siamo molto migliorati nella condivisione della palla”.

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