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Aveva appena 22 anni quando, il 20 agosto 1944, venne fucilato alla Certosa di Ferrara. Oltre ottant’anni dopo, la città restituisce un luogo alla memoria di Donato Cazzato, giovane militare che, dopo aver combattuto per la difesa di Roma, scelse di unirsi alla Resistenza contro il nazifascismo. Da sabato 31 ottobre il suo nome è legato all’area verde compresa tra via Valle Vallona e via Bertino Travagli, nel quartiere di Villa Fulvia, ufficialmente intitolata alla sua memoria.
La cerimonia si è svolta alle 11 alla presenza dell’assessore comunale Stefano Vita Finzi Zalman, delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma con i rispettivi labari e del Gonfalone del Comune di Ferrara. Numerosi anche i familiari di Cazzato, riuniti per assistere a un riconoscimento atteso da tempo.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, nasce infatti dalla volontà di colmare una lacuna nella memoria cittadina: Donato Cazzato era l’unica vittima dell’Eccidio della Certosa alla quale non fosse ancora stato dedicato uno spazio pubblico.
Originario di Acquarica del Capo, in provincia di Lecce, Cazzato aveva conosciuto giovanissimo la guerra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aveva partecipato alla difesa di Roma, combattendo a Porta San Paolo nei ranghi della Divisione Ariete. Avrebbe potuto tentare di raggiungere il Sud Italia, già liberato, ma scelse invece di tornare a Ferrara e prendere parte alla lotta partigiana, mettendo la propria esperienza militare al servizio della Resistenza.
Catturato dalle brigate nere e sottoposto a sevizie, venne infine fucilato alla Certosa il 20 agosto 1944, insieme ad altri combattenti antifascisti. Una vicenda ricordata durante la cerimonia dall’assessore Vita Finzi Zalman, intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione comunale e del sindaco Alan Fabbri.
“Ricordare Donato Cazzato e intitolargli questo luogo significa restituire valore e voce a una vita spezzata a soli ventidue anni, affinché il suo nome e il suo sacrificio non vadano mai dimenticati”, ha sottolineato l’assessore, rivolgendo un saluto particolare ai familiari presenti. “La vostra presenza testimonia con forza quanto il ricordo del vostro caro sia rimasto vivo e custodito con amore attraverso le generazioni”.
Nel suo intervento, Vita Finzi Zalman ha ripercorso anche la scelta compiuta dal giovane militare dopo l’armistizio, ricordando come, anziché cercare una strada sicura verso casa, avesse deciso di unirsi alla lotta di Liberazione.
“La memoria di Donato e di tutte le vittime ci richiama ogni giorno alla responsabilità civile e morale di difendere la pace, la libertà e l’inviolabile dignità umana”, ha aggiunto il rappresentante dell’amministrazione, ringraziando l’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria per aver promosso l’intitolazione.
La scopertura della targa ha concluso la cerimonia, consegnando alla città un nuovo luogo della memoria. “Con la scopertura di questa targa, la nostra comunità assume e rinnova un impegno solenne: ricordare il passato, onorare chi ha dato tutto per il bene comune e trasmettere con costanza alle nuove generazioni i valori irrinunciabili della pace, della solidarietà e della libertà democratica”, ha concluso l’assessore.
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