Attualità
29 Ottobre 2026
Partenza alle ore 16 dalla stazione. Ferrara per la Palestina annuncia la manifestazione e la partecipazione allo sciopero dei portuali a Ravenna il 30 ottobre. Venerdì presidio anche in piazza Cattedrale

Contro riarmo, carovita e genocidio: corteo a Ferrara sabato 31 ottobre

(Foto di Archivio)
di Redazione | 3 min

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Due giornate di mobilitazione contro carovita, riarmo e genocidio in Palestina. Ferrara per la Palestina annuncia un nuovo corteo per sabato 31 ottobre, con partenza alle ore 16 dalla stazione ferroviaria di Ferrara, preceduto, venerdì 30, dalla partecipazione allo sciopero internazionale dei portuali a Ravenna. Il gruppo segnala inoltre il presidio in programma sempre venerdì a Ferrara in piazza Cattedrale, invitando a partecipare chi non potrà raggiungere il porto romagnolo.

“Il nemico è lo stesso, la lotta una sola”, è lo slogan con cui gli attivisti presentano le due giornate di protesta, collegando la mobilitazione per la liberazione della Palestina a quella contro l’aumento del costo della vita e le politiche di riarmo, tre battaglie strettamente connesse tra loro.

Al centro del corteo di sabato ci saranno infatti anche le scelte economiche e militari del governo Meloni. “L’economia italiana cade a pezzi”, denuncia il gruppo, contestando la prospettiva di una spesa complessiva per difesa e sicurezza di oltre mille miliardi di euro nel periodo 2025-2035, secondo le stime elaborate dall’osservatorio MilEx nell’ipotesi di raggiungimento degli obiettivi Nato. Una prospettiva che gli attivisti collegano al sostegno militare a Israele e Stati Uniti, le cui “guerre di occupazione in Palestina e contro l’Iran hanno portato il prezzo del gasolio oltre i 2 euro al litro”.

“Chi vuole la guerra e chi specula sulle armi, sull’energia e sul genocidio continua a registrare extraprofitti record, mentre la povertà aumenta vertiginosamente”, scrivono da Ferrara per la Palestina. “Per questo affermiamo che il nemico è lo stesso e la lotta una sola: lottare per la liberazione della Palestina significa anche lottare contro chi ci sta distruggendo il futuro”.

La mobilitazione prenderà quindi il via venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale nazionale e dello sciopero internazionale die portuali contro il traffico di armamenti. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dall’Unione Sindacale di Base, l’iniziativa coinvolgerà 113 porti in 22 Paesi e regioni, con manifestazioni anche in nove scali italiani.

Lo scalo romagnolo è stato recentemente al centro di una battaglia giudiziaria sulla trasparenza dei traffici di materiale bellico. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 16 ottobre, che ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, sono stati resi noti i quantitativi di armamenti transitati nel 2025, pari a 225 tonnellate, senza tuttavia indicazioni ufficiali sulla provenienza e sulle destinazioni dei carichi.

Nel comunicato di Ferrara per la Palestina viene inoltre richiamata la vicenda delle dichiarazioni contenute nella memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato in difesa dell’Agenzia delle Dogane, nella quale si sottolineava la rilevanza militare strategica del porto di Ravenna, affermando che “è in corso una guerra mondiale a pezzi e ibrida che coinvolge, tra gli altri, anche l’Italia”. Una posizione emersa nell’ambito del contenzioso giudiziario e che aveva suscitato polemiche e proteste. “Lottare contro il riarmo, contro la guerra e contro il genocidio significa andare nei luoghi in cui queste armi transitano ogni giorno. Per questo saremo lì”, ribadiscono da Ferrara per la Palestina.

Pur partecipando alla mobilitazione di Ravenna, Ferrara per la Palestina richiama l’attenzione anche sulle iniziative organizzate nel capoluogo estense. “Invitiamo chi non può raggiungerci al porto a mobilitarsi comunque a Ferrara, dove sono state organizzate altre manifestazioni in piazza Cattedrale”, si legge nel comunicato. L’appuntamento cittadino è previsto, dunque, il 30 ottobre alle 15.

Le due giornate culmineranno nel corteo di sabato 31 ottobre, con ritrovo alle 16 alla stazione di Ferrara. “Ci uniamo alle proteste che dilagano in tutta Italia per ribadire a questo governo e ai sionisti che abbiamo intenzione di riprenderci il presente”, conclude Ferrara per la Palestina.

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