Spettacoli
30 Ottobre 2026
Il giornalista sarà a Ferrara sabato 7 novembre alle 21 con uno spettacolo che racconta le persone incontrate durante la sua carriera

Sigfrido Ranucci al Teatro Nuovo con “Diario di un trapezista”, le storie dietro le inchieste

di Redazione | 2 min

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Sigfrido Ranucci, lontano dalle telecamere e dalla conduzione di Report, si racconta al pubblico attraverso le storie delle persone che hanno incrociato il suo percorso professionale e personale. Sabato 7 novembre alle 21 il giornalista sarà al Teatro Nuovo di Ferrara con “Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter”, spettacolo di cui è autore, prodotto da Mismaonda, con la voce fuori campo di Stella Gasparri.

Il racconto porta sul palco il lato meno conosciuto del lavoro di Ranucci, fatto di incontri inattesi, decisioni improvvise e situazioni che, nel corso degli anni, hanno contribuito a determinare il destino delle sue inchieste e, in alcuni casi, della sua stessa vita.

“Ci sono persone che con la loro presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo”, racconta il giornalista presentando lo spettacolo.

Tra queste c’è un vagabondo che lo avrebbe aiutato a realizzare un’inchiesta sui bombardamenti di Falluja, in Iraq, e sull’utilizzo del fosforo bianco da parte degli Stati Uniti. C’è poi un tassista che gli avrebbe permesso di ritrovare la pinacoteca dell’imprenditore Calisto Tanzi, con decine di opere di grande valore sfuggite alle indagini, e una producer svizzera che lo avrebbe aiutato a evitare un tentativo di condizionamento legato a un’inchiesta su un politico.

Il percorso attraversa anche storie legate al traffico di armi, alle minacce mafiose e a incontri finiti al centro dell’attenzione pubblica. Ranucci ricorda, tra gli altri, una vicepreside che lo avrebbe aiutato in un’inchiesta sul traffico di armi, un rapinatore pugliese che avrebbe assistito a un ordine di ucciderlo da parte della mafia e una professoressa che avrebbe ripreso il misterioso incontro in autogrill tra il senatore Matteo Renzi e l’ex agente dei servizi segreti Marco Mancini.

Nel racconto trova spazio anche Lavinia, una bodyguard che, secondo quanto riferisce il giornalista, lo avrebbe aiutato a sventare un progetto di alcuni politici volto a sostituirlo alla conduzione di Report.

Sono vicende diverse, unite dal ruolo che persone spesso rimaste lontane dai riflettori hanno avuto nel lavoro del reporter. “Ho maturato la convinzione – conclude Ranucci – che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito, coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a non essere come loro.”

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