Copparo
29 Ottobre 2026
Il noto medico e psicoterapeuta, venerdì 30 ottobre, affronterà il tema “Maschile e femminile: quale educazione per i nostri figli?”

“Oltre le disparità”, al teatro De Micheli l’incontro con il dottor Pellai

di Redazione | 2 min

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Copparo. Prosegue la rassegna di appuntamenti aperti al pubblico, organizzati nell’ambito del progetto “Oltre le disparità: insieme per il cambiamento”, curato dal Cfp Cesta in stretta collaborazione con il Comune, l’Istituto Comprensivo di Copparo e il Centro Donna e Giustizia di Ferrara, con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna.

Venerdì 30 ottobre alle 20.30, il palco del Teatro “De Micheli” di Copparo ospiterà il dottor Alberto Pellai, noto medico, psicoterapeuta e autore che proporrà una riflessione sul tema “Maschile e femminile: quale educazione per i nostri figli?”.

L’incontro sarà ad ingresso gratuito (per informazioni: Biblioteca “Anne Frank” – 0532864633; biblioteca@comune.copparo.fe.it). L’identità di genere maschile e femminile è oggi al centro di molti dibattiti educativi: cosa significa educare alla differenza e al tempo stesso trasformare questa differenza in risorsa? È questa la domanda su cui si concentrerà il dottor Pellai, considerando l’attuale contesto sociale. Un contesto in cui il mercato si è impossessato del concetto di identità di genere e lo ha “impacchettato” in merce da vendere e comprare. La femminilità è divenuta un prodotto da vestire, truccare, imbellettare, operazioni verso le quali alle bambine viene insegnato ad aderire individualmente e con il loro gruppo di appartenenza sin dall’età più precoce. Questo rischia di rendere le bambine sempre più insicure rispetto al loro corpo, ma anche rispetto ai propri sogni. Se diventare donna significa preoccuparsi soprattutto del proprio corpo e declinare il successo di crescita nella costruzione di un’identità centrata sul valore della seduzione e dell’essere sexy, il pericolo è che l’obiettivo di crescita si focalizzi solo sull’apparire e non sull’essere.

Allo stesso modo, ai maschi viene tuttora presentato un modello di mascolinità declinato sui principi della forza fisica e del machismo. Perciò, se diventare uomo significa esercitare potere sugli altri, assumere un ruolo di prevaricazione, disinteressarsi delle emozioni (proprie e altrui) e rifugiarsi in una vita che dà valore soltanto all’agire, il pericolo è che l’obiettivo di crescita dei maschi diventi acquisire potenza ma non competenza, buttarsi sul saper fare ma non sul saper essere.

Parlare di educazione di genere perciò è fondamentale e comporta offrire ai propri figli e figlie, studenti e studentesse, un progetto educativo che ponga la base per permettere a ogni futuro uomo e donna di vivere pienamente la propria esistenza e di realizzare il proprio progetto di vita senza condizionamenti e limiti, nella prospettiva di promuovere un percorso di crescita in cui il dentro e il fuori di ogni individuo possa sintonizzarsi con i suoi bisogni evolutivi.

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