Politica
26 Ottobre 2026
Dal M5S alla sinistra ai collettivi: “Ossimoro affidare la sicurezza a un pregiudicato”

Ancora sui Maranza. Coro di critiche sulla boutade del sindaco Fabbri

di Redazione | 3 min

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Continua a ingrossarsi il coro di voci contrarie all’ipotetica costituzione a Ferrara di un “Nucleo Anti Maranza”, annunciata via social dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri in concomitanza temporale allo scoppiare dell’inchiesta sulla infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale.

Per Alleanza Verdi Sinistra, Possibile e La Comune di Ferrara “è evidente che l’adozione di questa terminologia a livello istituzionale alimenta discriminazioni e pregiudizi di natura socio-razziale”.

E soprattutto ne contesta la necessità, visto che “a più riprese il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto, ha confermato non esistere alcuna emergenza di ordine pubblico, né in città nè in provincia”.

L’obiettivo reale è duplice, secondo le sigle: “aumentare l’odio in funzione elettorale e forse anche garantire uno stipendio in denaro pubblico all’ex vicesindaco Nicola Naomo Lodi, nonché segretario provinciale della Lega, lo stesso partito di Fabbri, che di quel NAM, egli sostiene, diventerà direttore. Affidare a un pregiudicato un organismo presentato come strumento di garanzia della legalità sarebbe davvero un ossimoro”.

Per Arianna Poli, co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara e consigliera comunale della Lista Anselmo, “il problema è l’idea di sicurezza che ne emerge e la scelta di individuare una categoria di giovani come destinataria di specifiche attività di controllo e repressione”.

“Mentre si annunciano nuove task force – aggiunge -, servirebbe la stessa attenzione per gli spazi di aggregazione, l’educativa di strada, la cultura e le opportunità di partecipazione. I giovani non possono entrare nel dibattito pubblico soltanto quando vengono descritti come un problema di ordine pubblico”.

Per il Gruppo Territoriale del M5S e la sua consigliera Marzia Marchi “che un’amministrazione promuova un’azione anti-persone richiama logiche discriminatorie che sanno di razzismo e fascismo. Se poi a guidarla è un ex vicesindaco condannato (in primo grado, ndr) per usurpazione di pubbliche funzioni e induzione indebita, con ulteriori vicende giudiziarie in corso in materia di trattamento illecito di dati personali, sono inevitabili gli interrogativi sulla legittimità e sull’opportunità di questo sedicente organismo securitario”.

“Dopo sette anni di governo cittadino all’insegna della sicurezza – proseguono -, tra recinzioni e rimozioni, la situazione al Gad, da sempre al centro della campagna elettorale della Lega, non è migliorata. Anzi, il disagio e l’insicurezza attraversano tutta la città”.

“Il quadro normativo e costituzionale attuale garantisce già tutti i mezzi per prevenire,

perseguire e rieducare – interviene Daniela Cataldo de La Comune di Ferrara -. La vera sicurezza non si costruisce con gli slogan di facciata che vengono puntualmente ridimensionati quando si passa ai fatti, ma applicando la legge con equità, rafforzando i servizi educativi sul territorio e ricordando che dare rispetto è il primo e indispensabile dovere di chi governa”.

Il collettivo OUT!*, infine, osserva “con profonda preoccupazione e indignazione l’ennesima operazione di propaganda populista punitiva. Il linguaggio utilizzato dal primo cittadino ferrarese lo troviamo inammissibile, soprattutto nel punto in cui afferma che c’é “chi non merita di avere alcun diritto nella nostra società”, cosa che costituisce per noi un atto gravissimo, incostituzionale e deumanizzante”.

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