Bondeno
25 Ottobre 2026
L'incontro durante la Festa dell'Unità a Scortichino. Al centro della missiva fanghi di depurazione, tutela dei terreni agricoli e sostenibilità delle aziende

Appello per i suoli del Ferrarese: la lettera di Scelgo Bondeno consegnata a Bonaccini

di Redazione | 2 min

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Scortichino. È stata consegnata direttamente nelle mani di Stefano Bonaccini, sabato sera (24 ottobre) alla Festa dell’Unità di Gavello, la lettera-appello del gruppo consiliare Scelgo Bondeno sul tema della tutela dei suoli agricoli del Ferrarese.

A firmarla sono la consigliera comunale Cristina Tralli e il collega di lista Filippo Menghini, agronomo e agricoltore, che hanno incontrato l’europarlamentare Pd.

Al centro del documento la tutela dei suoli agricoli, l’impiego dei fanghi di depurazione, la sostenibilità economica delle aziende agricole e la valorizzazione del territorio del Po Grande. Temi sui quali, scrivono, sono state raccolte preoccupazioni sul territorio comunale e nelle frazioni di Gavello, Zerbinate, Burana e Pilastri.

Il gruppo chiede verifiche basate su atti e dati, citando la direttiva europea 86/278/CEE che disciplina l’impiego agricolo dei fanghi e la più recente direttiva UE 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo, con l’obiettivo di far dialogare queste politiche tenendo conto anche dei contaminanti emergenti e delle applicazioni ripetute. Nel documento si chiede a Bonaccini di valutare un’interrogazione scritta alla Commissione europea sull’adeguatezza della disciplina dei fanghi rispetto a Pfas, microplastiche e contaminanti emergenti, di promuovere un confronto in Commissione Agri tra politica agricola, tutela del suolo e tracciabilità degli impieghi, di sostenere strumenti della Pac per contenere l’abbandono dei terreni e favorire trasparenza e accesso alla terra, di favorire un tavolo territoriale con Regione, Arpae, autorità sanitarie, amministrazioni locali, agricoltori e governance Mab Po Grande, e di fornire un primo riscontro entro 30 giorni.

“Si tratta di una prevenzione scientificamente fondata, non di una contrapposizione pregiudiziale al recupero dei materiali”, scrivono i consiglieri, che si dicono disponibili a trasmettere autorizzazioni, dati e atti raccolti e a collaborare in maniera indipendente “per lasciare alle future generazioni un territorio sano dove vivere”

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