Voghiera
24 Ottobre 2026
Dal 25 ottobre al 15 novembre una mostra per ricordare il pittore scomparso nell’aprile 2025. L’inaugurazione domenica alle 16, con una selezione di opere che racconta il suo universo artistico

A Belriguardo una retrospettiva dedicata a Luigi Vis Barberis

di Redazione | 2 min

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Voghiera. Sarà dedicata a Luigi Barberis, in arte Vis, la mostra che chiuderà la stagione 2026 di SAMeC Belriguardo. Intitolata “Retrospettiva con bombetta”, l’esposizione ripercorre la produzione dell’artista, scomparso nell’aprile 2025, attraverso una selezione di opere che restituisce la varietà della sua ricerca creativa. L’inaugurazione è in programma domenica 25 ottobre alle 16.

Nato nel 1956 ad Alice Castello, in provincia di Vercelli, dove ha sempre vissuto, Barberis ha frequentato il liceo artistico a Vercelli e seguito corsi di pittura all’Accademia di Brera a Milano. Nel corso della sua attività ha esposto in numerose città italiane e lavorato su commissione, affiancando alla ricerca artistica il ruolo di educatore in strutture per persone con disabilità.

A causa di gravi problemi respiratori, negli ultimi anni si era ritirato nella propria abitazione, trasformata nel “Disegnificio di via Selva 17″, dove aveva continuato a produrre opere quotidianamente, mantenendo i contatti con il pubblico anche attraverso i social network.

Proprio su Instagram era nato il contatto con Chiara Bignardi, direttrice artistica di SAMeC, che nel 2023 aveva portato a Belriguardo una sua mostra personale. Dopo la scomparsa dell’artista, Bignardi ha inoltre creato l’”Angolo Barberis”, uno spazio permanente dedicato ad alcuni suoi lavori.

La retrospettiva vuole rappresentare l’ampiezza della produzione di Vis, artista poliedrico che si è cimentato, oltre che nella pittura, nel disegno, nell’illustrazione, nella vignetta, nella scultura, nella scrittura, nella musica e nella canzone. Al centro della sua opera un immaginario fantastico e surreale, alimentato da riferimenti come Yves Tanguy, André Breton, Pablo Picasso, Giorgio De Chirico e Alberto Savinio.

Tra le influenze più importanti Barberis indicava anche la patafisica, definita dal drammaturgo Alfred Jarry come la “scienza delle soluzioni immaginarie”. Una visione che rivendica la libertà creativa e il superamento degli schemi precostituiti, elementi che caratterizzano opere popolate da figure sognanti e ricche di dettagli, in cui si incontrano razionale e irrazionale.

Molti dei suoi quadri fanno oggi parte di collezioni private in Italia e all’estero. La mostra sarà visitabile ogni domenica dalle 15 alle 18 fino al 15 novembre.

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