Tornerà in aula col nuovo anno il processo d’appello per la maxi-inchiesta Wall Street che, ad aprile 2022, quattro anni dopo l’inizio delle indagini, portò a una pioggia di condanne in primo grado per lo spaccio di droga in zona Gad da parte di clan nigeriani, ai piedi del Grattacielo.
L’udienza infatti, davanti alla Corte d’Appello del tribunale di Bologna, è stata fissata per la mattinata del 25 gennaio.
Sono 15 gli imputati, che – tramite i loro avvocati – hanno presentato appello, vale a dire Jude Jacob, Lucky Ebosele, John Osemudiamen Echenede, John Sunday, Lucky Uwadia, Junior Musa, Gianpaolo Caforio, Felix Tuesday, Mercy Paul, Joel Igene, Stanley Ezehi, Igbinosa Irabor, Glory Egbogun, Prince Onolunsen e Lucky Ohanon.
In primo grado, le pene inflitte complessive andavano da 7 mesi a 7 anni e 15 giorni di reclusione, con multe comprese tra 1.240 e 26.500 euro.
Tutto era partito nella prima parte nella primavera del 2018, quando la Procura di Ferrara (pm Andrea Maggioni) aveva acceso i riflettori sullo spaccio in Gad e mette a nudo, nei minimi dettagli, l’organizzazione. Erano emersi i meccanismi dello smercio: non solo pusher e ovulatori, ma anche le cosiddette vedette, ingranaggi di un unico sistema di affari.
L’inchiesta si era mossa anche con agenti sotto copertura che, in gergo undercover, si fingevano clienti e agganciavano i pusher segnalati di volta in volta dalla Squadra Mobile, che aveva già il quadro completo del traffico.
Il lavoro investigativo aveva portato a contestare 237 capi d’imputazione, sostenuti da novantamila conversazioni intercettate e dalle riprese di cinque telecamere piazzate nei punti nevralgici dello spaccio.
Un quadro così nitido da aprire la strada ad altri filoni d’indagine in città e fuori, fino a sfociare nell’operazione Signal sul clan degli Arobaga, che ha superato i confini cittadini e regionali, portando in aula i boss della mafia nigeriana che regnava sulla Gad.
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