Chico Pinheiro Quartet al Jazz Club, una serata tra jazz e sonorità brasiliane
Il jazz incontra le sonorità brasiliane al Jazz Club Ferrara, che sabato 24 ottobre alle 21.30 ospiterà il Chico Pinheiro Quartet
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Il Centro Teatro Universitario invita studentesse e studenti di Unife e la cittadinanza tutta a scoprire le proprie attività formative per l'anno accademico 2026/2027 attraverso due appuntamenti di presentazione ad ingresso libero presso la sede di Via Savonarola 19
Due appuntamenti, tra impegno civile e musica per il cinema, caratterizzano la giornata di venerdì 23 ottobre del Ferrara Film Corto Festival, con un programma che si svolgerà al Teatro Sala Estense
Dear Son, intenso spettacolo del Festival di danza contemporanea 2026 firmato da Riva & Repele, in scena domenica 25 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Comunale Claudio Abbado Ferrara
Teatro Comunale di Ferrara e Ferrara Musica comunicano che il concerto dell’Orchestra della Toscana, originariamente programmato per la serata di domani, venerdì 23 ottobre 2026 ore 20.30, è stato annullato
Il 25 ottobre il repertorio madrigalistico del Rinascimento sarà protagonista di una giornata che unisce ricerca, alta formazione e produzione artistica. Il progetto, promosso dal Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara in collaborazione con i Conservatori di Mantova e Verona, nell’ambito della propria attività di ricerca artistica, culminerà infatti in due concerti che vedranno impegnati studenti e docenti italiani e internazionali, frutto di un percorso dedicato alla riscoperta della grande tradizione musicale estense.
Alle 10.30, il Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara, all’interno della stagione di Ferrara Musica, ospiterà il concerto, che rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2023, quando il Conservatorio di Ferrara ha promosso lo studio e l’edizione critica di due raccolte fondamentali del repertorio madrigalistico ferrarese, Il Lauro secco e Il Lauro verde, oggi pubblicate da Lim. Le due edizioni restituiscono alla comunità scientifica e musicale un patrimonio di straordinario valore, proponendosi come un significativo esempio di ricerca artistica sviluppata all’interno del sistema Afam.
Il progetto, coordinato dal Comitato editoriale del Conservatorio e dalla prof.ssa Marina De Liso coordinatrice del dipartimento di musica antica del Frescobaldi integra ricerca musicologica, didattica e attività concertistica, trasformando lo studio delle fonti storiche in prassi esecutiva e occasione di formazione specialistica.
Accanto al Conservatorio di Ferrara, capofila dell’iniziativa, partecipano i Conservatori “Lucio Campiani” di Mantova e “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona, in una collaborazione che valorizza competenze complementari e rafforza la dimensione di rete della ricerca artistica italiana.
Il progetto assume inoltre una forte dimensione internazionale grazie alla collaborazione Erasmus+ con la Karol Lipiński Academy of Music di Wrocław. Gli studenti dell’Accademia polacca saranno ospiti del Conservatorio ferrarese per un periodo di studio dedicato alla prassi esecutiva rinascimentale, lavorando insieme agli studenti italiani sull’interpretazione del madrigale italiano e approfondendo il rapporto tra musica, poesia e retorica.
Il concerto del 25 ottobre rappresenta quindi molto più di un semplice momento performativo: è la restituzione pubblica di un processo di ricerca condivisa che dimostra come il patrimonio musicale possa tornare a vivere attraverso la collaborazione tra istituzioni, la formazione delle nuove generazioni e il dialogo internazionale, interpretando pienamente la missione degli Istituti AFAM di produrre conoscenza attraverso l’arte e di valorizzare il patrimonio culturale italiano in una prospettiva europea.
La professoressa De Liso a proposito afferma “come è avvenuto due anni fa per il Lauro Secco, anche quest’anno io e la dott.ssa Laura Zanoli (bibliotecaria e membro del comitato editoriale n.d.r), abbiamo scelto di collaborare con i colleghi dei conservatori di Mantova e Verona per creare una sorta di linea di continuità tra le due raccolte di madrigali. Personalmente ho trovato gli studenti, che avevano già preso parte al Lauro secco, molto motivati e maturati. A tutto questo aggiungo che la partecipazione di un sestetto di studenti provenienti dalla Accademia di Musica Karol Lipiński di Breslavia, renderà ancora più interessante la realizzazione del progetto e contribuirà in modo significativo alla disseminazione del nostro prezioso repertorio ferrarese”.
Il concerto. Nella Ferrara di Alfonso II d’Este, l’ultimo trentennio del Cinquecento fu caratterizzato da una straordinaria fioritura artistica e musicale. In questo ambiente nacquero Il Lauro secco (1582) e Il Lauro verde (1583), due raccolte di madrigali pubblicate dallo stampatore ducale Vittorio Baldini e legate all’ambiente dell’Accademia dei Rinovati.
Il lauro, simbolo della gloria poetica, accomuna le due raccolte, che esplorano differenti sfumature dell’esperienza amorosa. Il Lauro verde si distingue per una tonalità complessivamente più gioiosa e vitale, espressa attraverso la varietà dei testi e la ricchezza delle soluzioni musicali.
Le composizioni, affidate a sei voci, testimoniano la vivacità della scrittura madrigalistica tardocinquecentesca: un linguaggio nel quale la parola poetica guida l’invenzione musicale attraverso contrasti espressivi, imitazioni, alternanza delle voci e attenzione al ritmo e al significato del testo. La pluralità degli autori coinvolti riflette l’intensa circolazione di musicisti e modelli compositivi tra Ferrara e gli altri centri musicali italiani.
In questo panorama si collocano personalità come Orazio Vecchi, Luzzasco Luzzaschi e Giovanni de Macque, rappresentative, pur nella diversità dei rispettivi linguaggi, della ricerca espressiva del madrigale alla fine del XVI secolo: dalla vivacità dei contrasti e dei giochi vocali alla raffinatezza della declamazione, fino alla sperimentazione armonica e alla valorizzazione musicale della parola.
La musica diventa così occasione di dialogo tra istituzioni e culture, riportando all’ascolto contemporaneo la ricchezza di una stagione in cui la polifonia interpretava e amplificava immagini, affetti e sfumature della poesia, restituendo la vitalità della cultura musicale della corte estense.
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