Eventi e cultura
19 Ottobre 2026
Presentato al centro sociale Il Parco di Ferrara "Comandi. Una vita in divisa", il romanzo autobiografico dell'ex agente ripercorre la carriera, gli anni del terrorismo e le sfide personali

Mauro De Marchi, la vita dietro la divisa: un libro tra polizia e storia d’Italia

di Redazione | 3 min

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di Salvatore Iaconis

Molto spesso i civili provano un timore reverenziale verso coloro che indossano una divisa delle forze dell’ordine, nonostante anche questi ultimi, in realtà, siano persone come noi. Proprio queste parole dell’editore Valentino Praino descrivono la genesi del romanzo autobiografico Comandi. Una vita in divisa, scritto dall’ex-agente di polizia Mauro De Marchi, pubblicato nel 2022 da Badiglione Editore e patrocinato dal Comune di Ferrara e da quello di Ostiglia (in provincia di Mantova), da cui proviene l’autore.

Sabato 17 ottobre De Marchi e Praino hanno presentato il libro in un evento all’interno del centro sociale ricreativo Il Parco in via Canapa, al quale hanno anche partecipato l’ex-docente universitario Carlo Magri, Gianluigi Corropoli in qualità di rappresentante della Questura di Ferrara, il segretario provinciale della Silp-Cgil Massimiliano Caputo, il responsabile del Parco Andrea Fioravanti e Sergio, il figlio dell’autore, professore di Storia e Filosofia e insegnante di arti marziali presso Zio Kick.

Comandi. Una vita in divisa “si muove su due binari diversi”: la carriera di De Marchi e la storia dell’Italia dagli anni Settanta all’inizio del Nuovo Millennio. Sebbene la struttura del testo sia la carriera di De Marchi, l’opera offre anche uno sguardo approfondito sulle dinamiche politiche, sociali e culturali del Belpaese. De Marchi ha spiegato che quelli erano gli Anni di Piombo, quelli in cui il terrorismo (sia rosso che nero) spaventava i cittadini. D’altronde, quando entrò giovanissimo nelle forze armate, pochi anni dopo avvenne il rapimento di Aldo Moro. Per esempio, fra gli episodi più interessanti abbiamo la descrizione della vista delle macerie dopo la Strage della stazione di Bologna. L’autore ha raccontato di essere arrivato lì con un suo amico e di aver visto “qualcosa di inimmaginabile per una città”, uno scenario simile a quello bellico dove regnavano solo macerie, urla e polvere.

In Comandi. Una vita in divisa non abbiamo soltanto episodi cronachistici: l’autore racconta anche la vita in caserma, l’incontro con altri giovani poliziotti, la nascita di amicizie, i soprannomi e le serate assieme. Inoltre, diversi episodi fortuiti o imprevisti hanno travolto la vita e la carriera dell’ex-agente di polizia. Per esempio, l’incidente stradale a venticinque anni che gli causò la paralisi della mano, l’interesse di seguire e unirsi alle lotte sindacali per tutelare altri colleghi feriti e di offrirgli supporto morale. Per ampliare la sua formazione aggiornandosi, l’autore si iscrisse al corso di Psicologia dell’Università dell’Aquila. Il rapporto con il mondo universitario non terminò con la laurea, dal momento che il periodo nel capoluogo estense fu l’occasione per conoscere il professor Magri, il quale lo avvicinò alla docenza a contratto nell’ateneo locale. Dal momento che nei primi anni Novanta si iniziò a parlare di aggressioni al personale sanitario, De Marchi teneva lezioni facoltative dedicate alla preparazione di figure che sapessero affrontare situazioni critiche. L’altra grande passione, ovvero le arti marziali, trasmessa anche al figlio, ha spinto Mauro e Sergio ad aprire l’asd Zio Kick.

Il romanzo autobiografico offre l’occasione di conoscere cosa si nasconde dietro la divisa di polizia: i pensieri, le sfide e i timori di una persona che in gioventù aveva scelto di servire il suo Paese entrando nelle forze dell’ordine.

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