Attualità
18 Ottobre 2026
Alla Cgil l’incontro con Eleonora Pinzuti, autrice di "Vecchie e Bastonate": dalla violenza economica a quella fisica e sessuale, il peso degli stereotipi e dell’isolamento sulle donne mature

La violenza sulle donne non finisce a 50 anni: a Ferrara il confronto sugli abusi invisibili

di Redazione | 3 min

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di Caterina Spadi

La violenza sulle donne non ha età, ma quella che colpisce le over 50 resta spesso invisibile, nascosta dietro stereotipi, dipendenza economica e isolamento sociale. È il tema affrontato venerdì 16 ottobre alla sede della Cgil di Ferrara da Eleonora Pinzuti, formatrice e docente, in un incontro promosso in collaborazione con il Coordinamento Donne di Spi-Cgil. Al centro del confronto, le diverse forme di abuso che colpiscono le donne in età matura, raccontate anche attraverso i dati e le riflessioni contenuti nel libro “Vecchie e Bastonate. Donne, corpi, poteri dopo i cinquant’anni”, scritto da Pinzuti insieme a Patrizia Fistesmaire.

Al centro, la violenza di genere, affrontata portandone a galla una delle facce più nascoste – forse volutamente trascurate – che tuttavia trascina con sé conseguenze gravose nelle vite delle sue vittime. “Nella nostra limitatezza – introduce Eleonora Pinzuti – spesso siamo condizionati ad associare, erroneamente, la violenza di genere a soli ‘corpi prestanti da copertina’, tralasciando i dati agghiaccianti che ci parlano delle svariate forme di svalutazione e umiliazione alle quali sono sistematicamente sottoposte le donne sopra una certa soglia di età”. Donne che all’autrice piace definire “grandi” – non perché “vecchie” faccia paura, sia chiaro – ma per il significato intrinseco che ne evidenzia la maturità, traducibile in consapevolezza, esperienza e, per contro, la magnitudine di violenza visibile e invisibile che comporta la loro mera esistenza: violenza economica, sessuale, ageismo, forme di discriminazione che la vittima stessa non percepisce come tale.

“Mentre l’uomo adulto, che ‘invecchia come il buon vino’, diventa saggio, la donna matura ‘scade’ e diventa cessa”, sorride l’autrice, sottolineando come la maturità per il sesso maschile sia traducibile in sapere, scevra da qualsiasi giudizio fisico, mentre per la controparte femminile sia sempre e solo riconducibile all’apparire. Così, l’oltrepassare l’età riproduttiva non comporta la cessazione della necessità di mostrarsi “appetibili” ma la trasforma in un abuso subdolo “che punisce la donna per l’inevitabile scorrere del tempo, a causa del quale non è più allettante per il mercato capitalista”.

Eleonora Pinzuti contestualizza poi la realtà della violenza di genere in età matura con il supporto di alcuni dati, riflesso della situazione storico-sociale del Paese: per citarne alcuni, l’Italia registra una percentuale notevolmente bassa per quanto riguarda il potere politico alle donne e potere economico femminile e libertà, mentre le donne spiccano per quanto riguarda l’educazione, senza però vedere garantita l’emancipazione lavorativa. “A fronte di questi risultati, la realtà delle donne over 50 è inasprita ulteriormente da stereotipi e discriminazioni dall’effetto dirompente che si convertono in violenza psicologica e isolamento, violenza economica e violenza fisica e sessuale,” commenta la dottoressa Pinzuti. E così, in percentuale, emerge che oltre il 23 % delle donne over 60 subisce violenza fisica e sessuale da parte del partner, circa il 10% delle donne anziane in Europa ha subito violenza economica, il 90% degli aggressori si trova nella cerchia famigliare, il 40% delle donne oltre i 75 anni si ritrova sola o esclusa dalla vita sociale, e infine almeno un terzo degli omicidi/suicidi coniugali negli Stati Uniti sono perpetrati da uomini di almeno 55 anni.

Come rovesciare questa raggelante realtà? “Si parte dal linguaggio – suggerisce Eleonora Pinzuti – fino ad arrivare alla libertà di poter scegliere per sé stesse, scindendo il desiderio dall’obbligo e rompendo le catene dello stigma”. ‘Età grande’ va inteso come termine celebrativo e deve accompagnare una ricostruzione di un “modo di abitare l’età grande privo di stereotipi; e non solo, noi tutti abbiamo il dovere di ripensare all’età valorizzandola, anche in vista di un sempre più gelido inverno demografico”. Ora più che mai si avverte la necessità di fare fronte collettivo, perché, riporta l’autrice “le formiche tutte insieme possono muovere un elefante”.

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