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16 Ottobre 2026

LAGO: il tavolo come misura dello spazio domestico, tra leggerezza e presenza scultorea

di Redazione | 3 min

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Ogni stanza ha un punto in cui lo sguardo si ferma per primo, e nel soggiorno o in sala da pranzo quel punto coincide quasi sempre con il tavolo. Non è solo una superficie d’appoggio: è l’elemento che stabilisce le
proporzioni dell’ambiente, il rapporto tra vuoto e pieno, la distanza tra chi siede. LAGO, azienda italiana attiva dal 1976, lo tratta come un esercizio di misura prima ancora che di stile.

Radici artigiane, struttura industriale

La storia dell’azienda nasce ben prima della sua fondazione ufficiale: risale alla fine dell’Ottocento, quando la famiglia Lago lavorava il legno per costruire i primi arredi. Da quella pratica manuale discende un’attenzione al dettaglio che nel 1976 Giuseppe Lago trasforma in impresa strutturata. Il cambio di passo arriva nel 2006, quando la quarta generazione, guidata da Daniele Lago, apre l’azienda ai mercati internazionali e avvia un
percorso di digitalizzazione dei processi. Oggi LAGO conta oltre 200 collaboratori ed è presente in più di 20 Paesi.

Una collezione che attraversa la casa

I tavoli firmati LAGO non appartengono a un solo ambiente: passano dal soggiorno alla sala da pranzo fino alla cucina, cambiando funzione senza cambiare grammatica progettuale. La gamma comprende modelli fissi e
allungabili, con forme rotonde, quadrate e rettangolari, tutti sviluppabili su misura per adattarsi a spazi che raramente rispettano le proporzioni standard.

Il sostegno come scelta di carattere

Ciò che distingue davvero un tavolo LAGO si vede guardando sotto il piano. Da un lato le gambe in vetro temperato trasparente, pensate per ridurre al minimo la presenza visiva della struttura e lasciare che il piano
sembri sospeso; dall’altro i basamenti scultorei in cemento, legno o XGlass, che ribaltano la logica e trasformano il sostegno in protagonista dell’oggetto.

Flessibilità pensata per l’imprevisto

Chi vive in spazi contenuti ma riceve spesso trova nei modelli allungabili una risposta concreta: la possibilità di aggiungere fino a quattro posti a sedere quando l’occasione lo richiede, mantenendo però da chiuso l’ingombro di un tavolo ordinario. È una flessibilità che non si vede nella configurazione quotidiana, ma che si rivela decisiva nei momenti in cui la tavola si allarga.

Il piano, superficie che racconta il materiale

Se la struttura definisce la postura del tavolo, è il piano a definirne il carattere materico. La collezione spazia dal legno rovere Wildwood al vetro, dal marmo al metallo, fino alle finiture XGlass: superfici pensate non solo per l’estetica del primo giorno, ma per resistere a un uso quotidiano fatto di calore, urti e passaggio del tempo.

Una rete diffusa per una scelta che si tocca

Con una rete di oltre 500 punti vendita selezionati tra store monomarca e partner qualificati, distribuiti nei principali mercati internazionali dell’arredo, LAGO offre la possibilità di valutare da vicino materiali, finiture e
proporzioni prima di una scelta che, più di altre, accompagna la casa per molti anni.

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