Codigoro. Inaugurata, a Pomposa, “In punta di penna”, la mostra con cui l’artista portuense Rita Ruvinetti riesce a trasformare semplici penne Bic in strumenti d’arte.
Precisione, colore, osservazione e straordinaria creatività sono gli aspetti fondamentali, che connotano la tecnica della pittrice che, a Pomposa ha voluto esporre fiori, animali e paesaggi. L’evento è inserito nella decima edizione del Festival della Natura. L’esposizione è visitabile gratuitamente fino al 18 ottobre prossimo, nella sala conferenze della palazzina IAT. Quello dipinto dall’artista portuense è un mondo ricco di sfumature e suggestioni, nel quale la bellezza della natura si rivela attraverso uno sguardo attento e originale. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la Sindaca Sabina Alice Zanardi ed il Vice Sindaco Francesco Fabbri.
“Ci sono occasioni in cui l’arte riesce a ricordarci una cosa semplice, ma importante: non servono strumenti straordinari – ha dichiarato la sindaca Sabina Alice Zanardi, portando il saluto dell’Amministrazione Comunale -, per creare qualcosa di straordinario. A volte basta uno strumento che abbiamo tutti tra le mani, una semplice penna a sfera, e soprattutto la capacità di guardare il mondo con occhi diversi. È motivo di gioia e di orgoglio che questa mostra si inserisca nella decima edizione del Festival della Natura. In fondo la bellezza può nascere dalle cose più semplici, quando sappiamo fermarci a guardarle davvero e troviamo il modo di vederle con occhi nuovi”. Rita Ruvinetti ha poi raccontato come è nata la sua passione per questa particolare forma di espressione artistica. Tutto è cominciato circa tre anni fa, dal desiderio di dedicarsi a un’attività creativa e dalla scelta di frequentare un corso di pittura. Il primo incontro con le tecniche di base del disegno, dalla matita alla china fino al tratteggio, si è trasformato in una scoperta, ossia il piacere di disegnare e la volontà di sperimentare. Da qui l’intuizione di sostituire l’inchiostro nero della china con gli inchiostri colorati delle penne a sfera, dando origine a una tecnica personale che Rita ha sviluppato con passione e costanza. “Osservazione e tempo sono due parole chiave,- ha spiegato l’artista-, evidenziando come la realizzazione di ogni opera richieda una grande quantità di tempo e un’attenzione minuziosa ai dettagli. Lavorare con le penne significa, infatti, confrontarsi con una tavolozza limitata, rispetto a quella della pittura tradizionale. I colori non possono essere mescolati in modo infinito, ma vengono sovrapposti e sfumati direttamente sul foglio, per ottenere tonalità il più possibile vicine a quelle osservate nella realtà.”
Si tratta di una tecnica che richiede pazienza, precisione e una particolare capacità di previsione, perché “ogni tratto diventa definitivo” e non può essere corretto come accade con la matita. Il risultato è una produzione artistica capace di sorprendere per la ricchezza dei particolari e per l’intensità cromatica.
Il talento di Rita Ruvinetti ha già trovato occasioni di riconoscimento anche al di fuori del contesto espositivo locale. Le sue creature realizzate con penne Bic hanno attirato l’attenzione della stessa azienda produttrice, che le ha commissionato, due anni fa, un’opera in occasione di Big Buyer, la fiera internazionale che si svolge annualmente a Milano.
“In punta di penna” è visitabile gratuitamente fino al 18 ottobre (con orario di apertura al pubblico dalle 9.30 alle 17:30) nella sala conferenze della palazzina IAT. Sarà un’occasione per scoprire da vicino le opere dell’artista portuense ed immergersi in un universo rigoglioso e colorato, dove anche una semplice penna si rivela uno strumento capace di raccontare la meraviglia del mondo.
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