Codigoro
26 Settembre 2026
Partecipazione e confronto all’incontro promosso da Asp del Delta Ferrarese. Al centro le esperienze di persone, famiglie e imprese e la sfida di trasformare sempre più i percorsi di tirocinio in opportunità di lavoro stabili

Io voglio/posso lavorare, quando il welfare mette radici

di Redazione | 4 min

Leggi anche

Maratona di lettura nel Parco Daloiso

Si chiama "Leggere è divertente", la maratona di lettura che prederà forma domani, giovedì 24 settembre, nel Parco Daloiso (via Gramsci, a Codigoro), a partire dalle ore 17.15

Codigoro. Una sala partecipata, una platea attenta e attiva e, soprattutto, le voci di chi l’inclusione lavorativa la vive ogni giorno: una persona impegnata in un tirocinio, un’azienda che ha scelto di accogliere tirocini inclusivi e una madre, rappresentante di un’associazione di genitori di ragazzi con disabilità coinvolti nei progetti di inserimento lavorativo.

È attraverso esperienze concrete come queste che, giovedì 24 settembre all’Oasi Canneviè di Codigoro, l’edizione 2026 di “Io voglio/posso lavorare” ha raccontato un lavoro che Asp del Delta Ferrarese porta avanti da anni insieme al territorio.

Un incontro che ha mostrato quanto il tema dell’inclusione lavorativa non rappresenti più soltanto un ambito di intervento dei servizi, ma sia diventato progressivamente patrimonio della comunità: delle persone coinvolte e delle loro famiglie, delle istituzioni, dei servizi e soprattutto delle tante imprese che negli anni hanno scelto di aprire le proprie porte e mettere a disposizione contesti nei quali sperimentarsi, acquisire competenze e costruire autonomia.

Il confronto si è aperto con l’intervento del sindaco di Codigoro Sabina Alice Zanardi ed è proseguito con un approfondimento sul collocamento mirato e sugli strumenti previsti dalla normativa nazionale e regionale per accompagnare le persone con disabilità verso opportunità occupazionali che possano andare oltre la dimensione temporanea del tirocinio. Proprio questo è stato uno dei temi centrali dell’incontro: riconoscere il valore dei tirocini come occasione di formazione, conoscenza reciproca e ingresso nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo lavorare affinché questi percorsi possano trovare sempre più spesso una continuità e, quando possibile, trasformarsi in inserimenti lavorativi stabili.

A dare concretezza a questa prospettiva è stata anche la modalità scelta per il confronto: i servizi hanno lasciato spazio alle voci di chi i percorsi di inclusione lavorativa li vive direttamente, intervistando un giovane tirocinante, una madre e un’azienda ospitante. Ne sono emersi punti di vista diversi e complementari. Il tirocinante ha raccontato l’importanza del supporto ricevuto dai servizi e il valore di essersi sentito accolto nel luogo di lavoro, senza nascondere anche le difficoltà che possono nascere nel rapporto quotidiano con i colleghi, parte della normale esperienza professionale. La testimonianza della madre ha messo in luce quanto il lavoro possa incidere sul senso di utilità, sull’autostima e sulla costruzione dell’autonomia delle persone con fragilità, ma anche quanto quest’ultima possa essere limitata da ostacoli molto concreti, come la carenza di trasporti pubblici che rende spesso necessario l’accompagnamento da parte delle famiglie. Dal punto di vista dell’impresa, infine, è emerso il valore dell’accoglienza di una persona con fragilità come esperienza capace di arricchire l’intero contesto di lavoro e, proprio per questo, da promuovere e far conoscere anche ad altre aziende.

In questo percorso un ruolo decisivo è svolto dalle aziende del territorio. Negli anni la rete di realtà disponibili ad accogliere tirocini e percorsi di inclusione si è progressivamente consolidata: imprese che non sono semplicemente luoghi nei quali realizzare un progetto, ma soggetti attivi di una rete territoriale che può contribuire concretamente a costruire nuove opportunità. Anche per questo, nel corso dell’iniziativa, è stato dato spazio al riconoscimento delle “Aziende Amiche”, valorizzando la disponibilità e l’impegno delle realtà che collaborano con Asp.

Nelle conclusioni, il presidente di Asp del Delta Ferrarese Lorenzo Marchesini ha richiamato la necessità di rendere questa rete sempre più aperta e operativa, ampliando le possibilità di collaborazione con le aziende e lavorando perché l’inclusione possa tradursi, laddove le condizioni lo consentano, in una reale collocazione lavorativa.

Servizi sociali, istituzioni, aziende: la presenza all’incontro di tutti gli attori coinvolti nei percorsi di inclusione lavorativa ha reso evidente anche il significato racchiuso nel titolo dell’iniziativa, sin dalle sue origini (nel lontano 2012). “Io voglio” richiama la volontà, le aspirazioni e il desiderio della singola persona di mettersi alla prova nel lavoro; “io posso” riguarda invece la responsabilità collettiva di creare le condizioni perché quella possibilità diventi concreta.

Al termine, il buffet di Casa e Bottega – ristorazione inclusiva, uno dei laboratori attraverso i quali Asp del Delta Ferrarese accompagna ragazzi e ragazze nello sviluppo di autonomie e competenze legate al lavoro, attraverso attività concrete e un affiancamento educativo.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com